Percorsi

Chi organizza corse ciclistiche, soprattutto di questi tempi e soprattutto se campestri, va apprezzato a priori. Però un altro discorso è quello sulla validità dei percorsi, e mi lascia perplesso sentire di elogi per percorsi che poi si rivelano semplici gimkane. Ma se quegli elogi sono sinceri mi auguro che chi li fa abbia visto ieri il duro e spettacolare percorso della prova di Coppa del Mondo disputata a Bogense, in Danimarca, un paese che non ha la tradizione dell’Italia, neanche il pubblico, e ha avuto un solo campione, Henrik Djernis nei primi ’90, eppure ha saputo disegnare un circuito che non a caso ospiterà i mondiali della prossima stagione e sul quale non a caso, per ora, hanno vinto i più forti. Insomma certe garette italiane vanno bene come presentazioni, come inizi, ma chi vuole emergere deve sapere che c’è un lungo percorso da fare, correre su tracciati impegnativi contro i più forti, cioè il percorso che stanno facendo con buon esito Alice Arzuffi e Gioele Bertolini, e che ha già fatto Eva Lechner, la quale deve solo stare in forma, per il resto può stare tranquilla, e forse per questo è l’unica che alla partenza saluta e sorride alla telecamera.