Payer pour courir

C’è una storia che in questi giorni si è conclusa bene per il protagonista, ma che è difficile inserire tra quelle edificanti storielle natalizie che piacciono tanto ai corsivisti. Qualcuno ricorderà che in Italia c’è stata un inchiesta chiamata “Paga per correre” sulle solite squadre (poco) professional accusate di chiedere ai ciclisti di portare sponsor per essere ingaggiati, e alla fine sono stati quasi tutti abbastanza assolti, ma, dato che suonava negativa per il ciclismo, subito i soliti giornali di gossip ci si sono buttati a pesce, anzi a pescecane. Però, come diceva l’antropologo Bronislaw Malinowski mentre studiava le usanze delle Isole Trobriand, tutto il mondo è paese. Vabbe’, adesso uscirà fuori qualche precisino a dire che ha letto tutta l’opera di Malinowski e dentro questa frase non c’è, come se nell’epoca del web e dei ministri giovani e rinnovatori non fosse lecito dire quello che più aggrada e con la sintassi che si vuole, però io c’ho un amico che è stato una settimana in vacanza alle Isole Trobriand e mi ha detto che è vero. E insomma è successo che in Francia c’era l’Armée de Terre, la squadra dell’Esercito, che è stata la più forte continental dell’anno con tanti validi elementi, tra cui il passistone Gaudin, il crossista Canal, e vari pistard tra cui Thomas e il plurimedagliato Morgan Kneisky, che le medaglie non le ha avute perché ha sparato al nemico ma perché se pensavate che il recordman di titoli mondiali nell’Americana fosse Risi o Martinello o Cavendish o Mayer vi sbagliavate, è proprio Kneisky. Poi è arrivato il governo del secchione, sono stati fatti dei tagli alla Difesa, che essendo i francesi sciovinisti dubito li avranno chiamati spending review, e la nuova ministra della Difesa, ecco che ritornano i ministri giovani e rinnovatori, la prima cosa che ha tagliato è stata la squadra ciclistica. E dopo non tutti hanno trovato una nuova squadra. Tra questi ultimi, Romain Le Roux ha lanciato una raccolta fondi e oggi, come se non ci fosse niente di strano, è stata data la notizia che la Fortuneo-Oscaro ha apprezzato l’iniziativa, probabilmente pure gli euri, e ha voluto dare un’opportunità al ciclista, però si è lamentata che comunque quei soldi sono ancora pochi.

Prime uscite in bici per la Fortuneo-Oscaro