Vanaugurio

Mi piacerebbe che da quest’anno il ciclismo fosse raccontato con molta meno retorica, ma lo so che è una speranza vana. Soprattutto mi piacerebbe che non si insistesse più sul fatto che quando un ciclista cade la prima cosa cui pensa è di rialzarsi e rimettere a posto la bici e ripartire, e che non si dicesse che i ciclisti hanno sette vite come i gatti. Perché, a parte il fatto che sarebbe meglio se intanto non ci fossero le occasioni di cadute e incidenti, comunque ci sono i ciclisti che non si rialzano, o si rialzano dopo giorni o mesi, o non possono più salire in bicicletta, o peggio. E poi questa storia delle sette vite non vorrei che a quelli che gli incidenti li causano li facesse sentire sollevati o gli facesse pensare che in fondo non hanno causato nessun grave danno.