La Zeriba Suonata – Cose sovietiche

La Coppa del Mondo della pista si chiude a Minsk, in Bielorussia, che uno pensa sono poveri in Bielorussia, le donne vengono in Italia a fare le badanti e cose simili, e intanto però c’hanno un velodromo che può ospitare le più importanti gare mondiali e l’Italia invece no. Se la Bielorussia avesse uno sbocco al mare sarebbe una repubblica baltica, ma non ce l’ha. E, quel che è peggio, a sud confina con la parte sbagliata dell’Ucraina: infatti subito dopo il confine c’è Chernobyl, che sembra un’allitterazione divertente e invece non c’è niente da ridere. Il più forte corridore del paese è Vasil Kiryienka, che ha iniziato proprio con la pista, andava forte nelle specialità endurance fino a vincere il Mondiale della corsa a punti. Poi, quando ha iniziato a vincere anche su strada correndo nella vecchia Tinkoff, di lui si ricordava spesso che aveva perso parenti e amici proprio per le conseguenze del disastro di Chernobyl. E al cancro e alla chemioterapia accenna la cantante di origine russa Regina Spektor in Chemo Limo, canzone contenuta nell’album Soviet Kitsch del 2004. La cantante-pianista è un’ebrea nata a Mosca e, proprio quando c’è stata la perestrojka, se n’è andata negli USA con la famiglia, e non aspettatevi violini mitteleuropei, che qui siamo più dalle parti di Tori Amos.

Gazzetta notte (fonda)

Nel 2013 i sindacati francesi di calcio, basket, pallamano e rugby e la veterociclista Jeannie Longo ricorrono alla Corte Europea dei diritti dell’uomo contro l’obbligo di essere sempre reperibili per le agenzie antidoping, perché esso viola la vita privata e il diritto alla libera circolazione. Oggi la Corte ha respinto il ricorso, e il sito della Gazzetta questa notizia doveva pur metterla da qualche parte. Nella sezione calcio? No, lì si parla di tal Ciciretti. Allora nella sezione rugby? No, lì c’è Mattarella, il Presidente. Proviamo nella pallamano. Non c’è proprio la sezione pallamano. Nel basket, al contrario che nelle altre sezioni, si parla di gare, è strano. Alla fine la notizia compare nella sezione ciclismo, e in fondo, oltre a quattro sindacati che rappresentano molti calciatori, rugbisti, cestisti e palla… come si dice, forse pallamaneschi, c’era pure questa ciclista asociale che a stento rappresenta sé stessa. Se invece vi fate un’altra domanda, la risposta è: Sì, RCS e la gazzetta sono sempre gli organizzatori del Giro e di altre corse.

Stirling-Bastogne-Liegi

Il telecronista australiano ha detto al ciclista australiano Caleb Ewan che il pubblico australiano non si aspettava che oggi, sull’impegnativo arrivo di Stirling, vincesse lui. Forse perché in Australia non conoscono il Palio del Recioto, corsa dilettantistica italiana con salite e discese, che Ewan vinse nel 2013 battendo Herklotz Pibernik e Formolo tanto per dire. E questo ciclista che sprinta schizzando come Cavendish con la fantasia di McEwen potrebbe rivelare la resistenza di Matthews, e se un domani dovesse vincere pure la Liegi io non mi meraviglierei, voi fate come vi pare.

Donne e linea

Come altre piccole corse a tappe, il Tour Down Under maschile si disputa dopo la conclusione di quello femminile. Le donne hanno corso l’ultima tappa nello stesso giorno e sullo stesso circuito su cui gli uomini hanno corso una kermesse di 50 km, ma di questo circuito non ufficiale si sono viste le immagini, dell’altra corsa no. Ma neanche la contemporaneità di classiche ha aumentato di molto la visibilità, basti pensare al Fiandre o alle Ardenne, né va meglio con le corse in linea femminili in coincidenza di corse a tappe maschili. Ha iniziato il Tour de France, poi la Vuelta a Espana, e ora anche la Volta a Catalunya, che si disputerà nonostante in Catalogna ci sia un po’ di confusione, ha annunciato una corsa in concomitanza anche per le donne, e pure in questo caso si tratterà di una corsa in linea, al di là dell’esperimento al Tour del 2017 di fare una seconda tappa a inseguimento che non ha convinto molto. Gli organizzatori catalani dicono che così anche le squadre femminili avranno un’occasione di farsi conoscere, sì, va bene, ma verrebbe da dire stiamo ancora alla fase della conoscenza, vogliamo fare un passetto avanti? E per ora le corse a tappe più importanti in campo femminile continuano ad essere quelle che si disputano diciamo da sole, il Giro d’Italia, il Giro della Turingia e l’Emakumen Bira, anch’esse a visibilità limitata, certo, ma almeno per il Giro hanno avuto la furbizia di intrufolarsi tra le intercapedini del Tour quello maschile.

Marianne Vos sotto l’Arco di Trionfo. Che non sia l’arco dell’arrivo si capisce dal fatto che non c’è un automezzo australiano incastrato sotto.

 

Il furbetto del ventolino

Chi soffre di asma può condurre una vita normale come tutti gli altri, che poi dire come tutti gli altri non sembra un bell’augurio di una vita entusiasmante, diciamo che volendo può fare quello che fanno gli altri, o fare dell’altro, che non è la stessa cosa, ma forse ci stiamo incartando. C’è stata una gatta asmatica che ha fondato un’etichetta discografica a cui ha dato il suo nome, e c’è chi fa ciclismo agonistico. Di Froome ne saprete abbastanza e anche di più, ma l’attualità immediata è per la veterana statunitense del ciclocross Katie Compton. Nel weekend scorso si sono disputati i campionati nazionali nei paesi europei normali, infatti in Italia si è corso nel giorno della Befana, e la Cant si conferma la più forte e continua, c’è il ritorno definitivo di Paolina la Treccina mentre la Vos è ormai ufficiale che non è più la dominatrice di una volta, e le sue connazionali, sparita la De Jong, sono discontinue assai. Per cui, dato che nel ciclocross in una gara singola tutto può succedere, Katie Compton può davvero aspirare a vincere il mondiale di inizio febbraio. Ma qual è la differenza tra lei e Froome? Perché il kenyanglo ha vinto 4 Tour e forse una Vuelta o forse no mentre l’americana non è mai riuscita a vincere il mondiale? La differenza è mostrata dal confronto tra queste due foto, entrambe del 2014.

I furbetti venuti dallo spazio

Passato un weekend in perfetta salute alla faccia di chi si potrà capire leggendo dopo, volevo scrivere che c’è una cosa curiosa che dovrebbe far riflettere chi sia ancora in grado di farlo. Anche i maniaci sessuali di Hollywood hanno trovato dei difensori e c’è chi dice che non bisogna fare la caccia alle streghe, ma lo stesso non accade per i lavoratori dipendenti che capita si ammalino, soprattutto se lavorano in ambienti insalubri, sia quelli nel privato, sempre più precari e ricattabili dai cosiddetti datori di lavoro, che quelli nel pubblico, che hanno il grave torto di cercare di applicare le cervellotiche leggi che fino a prova contraria sono fatte dai politici. E proprio nei giorni in cui i media vogliono convincerci che milioni di italiani sono a letto con l’influenza, c’è un proclama della ministra della funzione pubblica sulle assenze per malattia. Qui vorrei fare un inciso: chi segue questo blog sa che non è certo misogino o antifemminista, parlo spesso di donne, cicliste e musiciste soprattutto, ma anche fumettiste e scrittrici. Pertanto posso dire tranquillamente che quell’ormai abusato e pure abusivo, perché non autorizzato da niente, luogo comune secondo cui un mondo governato dalle donne sarebbe migliore è una delle più grandi balle in circolazione, e non penso solo alle donne di potere di secoli addietro o alle ladies di ferro. Ecco, nell’ultimo aggiornamento sulle visite fiscali si parla di incentivi economici ai medici per spingerli a effettuare più accertamenti nelle zone d’Italia meno battute. Questa è un’altra cosa curiosa, perché fa pensare che in Italia, nonostante google map, ci siano zone inesplorate, come nella foresta amazzonica, dove vivono tribù di furbetti che non hanno mai incontrato l’uomo bianco o almeno l’uomo col camice bianco. E peccato che non sia più tra noi Peter Kolosimo, che, chissà, potrebbe scorgere in quelle persone tracce di un’origina aliena. Ma per questo ci vorrebbe il Kolosimo originale, perché un odierno fantarcheologo, influenzato dalla mentalità corrente, alla domanda che molti pongono “perché gli Alieni non ci contattano?”, risponderebbe: “Perché qui c’è troppa burocrazia”. Salute a tutti.

La Zeriba Suonata – J’accuse

Tutti voi che state lì vicino a quegli schermi dei pc o degli smartufoni non sentite il bisogno di qualcosa di più reale? E tutti voi che avete da poco finito di farvi belli con le vostre playlist, quando l’avete fatta nel 1982 la playlist, tra tanti dischi di darkume e fanfarume non potevate trovare un posto per Event Horizon, il disco dove dentro c’era More Real, dei The Necessaries, il gruppo dove dentro c’erano Arthur Russell e Chris Spedding? E infine tutti voi che ristampate i dischi, invece di un vinile limitato, non potevate fare anche un cd, che li fanno per dogs and pigs?

 

E’ ora di basta

In Campania ci sono stati dei gravi episodi di violenza da parte di minorenni, e allora i media e la gente hanno iniziato a dire che Gomorra, la serie televisiva derivata dal librone del famoso scrittore trombone, propone esempi negativi e che alcuni scolari nei temi scrivono che vorrebbero essere come questo o quel personaggio della serie. E allora se le cose stanno così è arrivato il momento di dire basta, basta con i temi a scuola.

“Che pizza!” Connescion.

 

Ce n’est qu’un debut

I fondamentalisti della strada, i retrogradi che non gli interessa il ciclocross né la pista e nemmeno il ciclismo femminile, perché le donne devono stare a casa, come diceva Binda, o farsi importunare, come diceva Deneuve, devono aspettare ancora qualche giorno che a momenti parte il Tour Down Under, ma la stagione internazionale su strada è già cominciata, proprio con le donne, col Santos Women’s Tour, cioè il Down Under femminile, e tanto per iniziare in allegria un camion ha abbattuto l’arco gonfiabile del traguardo, una cosa che ha ricordato a tutti il pullman dell’Orica che si incastrò sotto il traguardo al Tour de France del 2013, segno che gli australiani non vanno d’accordo con questi archi gonfiabili, che io non so cosa avevano fatto di male i vecchi striscioni o i triangolini rossi sospesi. E la Wiggle ha fatto un video per presentare le sue debuttanti, che non sono esordienti tra le élites ma nuovi acquisti, ma comunque giovani, e tra esse c’è la campionessa mondiale dello scratch Rachele Barbieri, che presumibilmente dovrà tirare le volate alla vecchia Wild anche se da lei battuta in pista, e forse pure alla Edmondson che ha vinto la prima tappa, e di una giovane di belle speranze si dice che è un bel prospetto, però la Barbieri è anche un bel profilo, e questo secondo la Deneuve si può dire.