Lollo, Eva e i giochi proibiti

Le Olimpiadi in tivvù sono uno spettacolo che va bene per quelli che sono capaci di mettersi lì a vedere qualsiasi sport, di cui diventano esperti in pochi minuti, e tifare per qualunque italiano, pure mai sentito, pure se antipatico, basta che sia italiano. E questi spettatori credo siano capaci di discutere al bar dell’esclusione dell’Italia dal curling, lo sport zimbello per antonomasia, così come ai tempi dell’America’s Cup erano tutti tifosi di Azzurra o altra barca equipollente e tutti esperti di tattiche delle regate. Io di questo non sono capace e, anche a causa degli orari infelici, non ho visto quasi niente, a parte il fatto che chi segue le cattivissime scenette di LOL, che ho scoperto da poco, non credo avrebbe avuto piacere di vedere il bob a 4 sapendo che in gara non c’era il Tajinekistan.

Però ho potuto seguire almeno la gara che più mi interessava, la mass start del pattinaggio, una gara a metà strada tra la corsa a punti e lo scratch, o forse più vicina alla seconda perché è decisivo l’ordine d’arrivo. Questa gara però, più che a quelli che vengono dal ciclismo (e infatti la ciclista più famosa della compagnia, Martina Sablikova, si è astenuta) è adatta a quelli che vengono dal pattinaggio a rotelle, dove abitualmente si corre in gruppo, come la bella estone Saskia Alusalu, che ha tentato la fuga a sorpresa, la bella olandese Irene Schouten e la bella laziale Francesca Lollobrigida.

Da sinistra Schouten, Lollobrigida e Alusalu, tutte e tre occasionalmente in bici.

L’italiana, che viene chiamata Lollo come una sua lontana parente che in anni lontani faceva l’attrice, era la favorita ma non ha preso medaglie, e dopo la gara ha polemizzato perché vorrebbe continuare a correre pure con le rotelle, ma la Federazione non vuole. C’è una grossa differenza tra gli sport inseriti nei programmi delle olimpiadi e quelli esclusi, perché questi non portano medaglie e vengono trascurati, un problema che tocca pure il ciclocross, che Sven Nys & Friends vorrebbero far inserire nelle olimpiadi invernali, ma non è possibile perché le olimpiadi fredde sono più precisamente Olimpiadi della neve e del ghiaccio, e allora o diventano anche del fango o niente, e Nys per poter partecipare ai giochi olimpici si adattò alla mtb, ma ora direi che la Fat Bike o Snow Bike non ci sarebbero motivi per escluderla. Meno comprensibile è l’esclusione di uno sport molto praticato come il pattinaggio a rotelle dalle olimpiadi calde. Comunque la vicenda di Lollobrigida mi ha ricordato le traversie di Eva Lechner, criticata dall’ex ct della mtb perché nel 2016 si era dedicata troppo al ciclocross e non aveva fatto un simpatico ritiro in altura, e criticata poche settimane fa anche dal ct del cross per un cambio di bici non effettuato durante il mondiale, polemiche che non celano neanche tanto il fatto che i due cittì in questione avrebbero voluto che gli atleti si dedicassero solo o principalmente alla loro disciplina, in contrasto con la Multidisciplinarietà di Cassani, con la quale invece convive senza fare storie il cittì della pista Marco Villa, anche se bisogna dire che finché fai il multidisciplinare in due specialità olimpiche va bene, e anche il nuovo cittì della mtb, il placido Celestino, non fa di queste scenate. Il punto è che sia a Eva che alla Lollo piace gareggiare e questo secondo tanti dirigenti non va bene, contano le medaglie, i risultati, e, anche se non sono più i tempi dell’importante è partecipare, non mi sembra bello quantificare le medaglie da vincere, doppia cifra, poi dice che gli atleti si drogano. Ma l’importanza data ai risultati è una cosa che si verifica pure nelle gare per i giovanissimi, e per esempio a Radiocorsa qualche tecnico si è lamentato del fatto che, per emulare le corse delle categorie superiori, a volte nelle gare delle categorie giovanili a premiare i vincitori ci sono le miss, cosa che chi va sul sito della Federazione constata tranquillamente. E, a proposito delle miss, mi facevo un paio di domande in questi giorni, sui segnali contrastanti che si possono scorgere in paesi mussulmani, almeno guardandoli con occhi europei. Per esempio nella Turchia di Erdogan, che di recente avrebbe detto che bisognerebbe reintrodurre il reato di adulterio, al Giro di Antalya sul palco c’erano più miss che ciclisti, e poi ad Abu Dhabi c’erano le miss che consegnavano un premio e aiutavano a indossare le maglie delle classifiche e poi basta, e mi chiedevo ma se uno si distrae un attimo e per la forza dell’abitudine bacia una miss poi cosa succede?

Cartolina da Antalya

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