emergenze

“Vogliamo tutto e subito” diceva uno slogan dei sessantottini e forse questa è la più diffusa eredità di quella cosa lì, il 68. Quando nel 1973 ci fu l’Austerity causata dalla crisi petrolifera, e ci furono le domeniche senza traffico, e la fine dei programmi televisivi ad un’ora in cui oggi forse non è ancora iniziato il prime-time, ancora la gente si adeguò, pur se borbottando, ma poi quell’idea del volere tutto e possibilmente subito si è fatta strada, in Occidente e non solo, perché possiamo constatarla ad esempio anche nei paesi arabi ricchi. Insomma chi ha i soldi non vuole sentire ragioni: c’è una strada con un fondo di lastroni sconnessi, non m’importa, c’ho il macchinone e per quella strada non solo ci voglio passare ma ci voglio sfrecciare; da una settimana o anche più è annunciata una tempesta di neve, non m’importa, c’ho i soldi e voglio prendere l’aereo. Poi se inevitabilmente ci sono cancellazioni, attese e pure scarse notizie, il colpevole si trova facilmente, e per l’elzevirista, il corsivista non più ghettizzato in terza pagina ma con l’onore della prima pagina, il colpevole è l’impiegato, ovvero il burocrate, che non fornisce le notizie che non ha e non fa il lavoro che non deve fare, e se la prende col cliente che, secondo una leggenda metropolitana che piace molto agli elzeviristi, sarebbe quello che gli paga lo stipendio. Beh, a parte il fatto che l’impiegato ha un datore di lavoro, che può essere un Ente una Società o altro, che l’ha assunto, gli paga lo stipendio e gli da anche precise disposizioni sul lavoro da fare, ci sarebbe da vedere anche se il cliente in questione le paga le tasse da cui proverrebbero i soldi per quello stipendio, cosa tutta da  verificare. Però uno sbaglio l’impiegato in questione l’ha fatto e ve lo spiego io che non faccio il corsivista: dato che non tutti hanno il piacere di abitare sul luogo di lavoro e poter scendere a timbrare in mutande, l’impiegato ha sbagliato a uscire di casa per andare a lavorare con quel tempo, rischiando l’incidente se ha usato un veicolo o una scivolata se è andato a piedi. Avrebbe potuto invece andare a sciare a Piazza San Pietro o a giocare a palle di neve e in prima pagina ci sarebbe finito anche lui, sui giornali di un paese che disprezza chi lavora e gratifica gli sfaccendati. Però pensavo anche un’altra cosa: da quando ai politici di mestiere si sono aggiunti quelli che vengono dalla società civile, o incivile fa lo stesso, il fatto che un politico non abbia mai lavorato da molti è considerato un fatto negativo, come a dire che a quel politico manca un’importante esperienza. Ecco, dovrebbe essere lo stesso anche per i corsivisti.

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