Miss, mie care miss

Gli organizzatori del Tour de France hanno annunciato di voler eliminare le miss, e a dire la verità non hanno scelto un bel momento per questo annuncio, perché in questi giorni stiamo apprezzando le belle miss olandesi ai mondiali della pista e uno pensa che peccato! Qualcuno potrebbe pensare che si voglia risparmiare sui costi, e tra l’altro, come si può facilmente intuire, il Tour non si può delocalizzare in Slovacchia o altrove. Invece la questione è che il Tour  non vuole più proporre quell’immagine della donna, subalterna, donna-oggetto e simili. Io ho sempre trovato di cattivo gusto le ombrelline, ma, dato che nel ciclismo ci sono solo per i titolari delle varie maglie, quella non è altro che ulteriore pubblicità per i relativi sponsor. Per le miss invece non saprei, in genere il loro compito è di aiutare i ciclisti a indossare le maglie, consegnare i premi, i fiori, lo spumante, a volte le mascotte di peluche che se una è allergica agli acari non so se poi può fare una causa di lavoro, e infine baciare questi ciclisti che hanno addosso 200 km di sudore. Nel ciclocross, dove al sudore si aggiunge il fango, il bacio non è previsto. Non saprei dire se si tratta di una scelta giusta o ipocrita, in fondo di questi tempi ci sono molti lavori meno dignitosi, ma penso che per le donne sarebbe più importante che venissero parificati i premi e gli ingaggi per le cicliste, e di certo si può prevedere la perdita di molti posti di lavoro di miss. Un altro passo verso la parità lo fa Diabolik, che ha pubblicato un numero inedito per i 55 anni di Eva Kant, e sulla quarta di copertina per l’occasione non c’è il ritratto di una donna ma di un uomo, comunque un brutto ceffo.

Al Giro della Toscana Donne probabilmente continueranno a esserci le miss.

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