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In Gran Bretagna, dato che con la Brexit hanno risolto tutti i loro problemi, c’è stata una commissione parlamentare di inchiesta che ha concluso che nell’ormai lontano Tour del 2012 Wiggins e la Sky hanno superato una linea etica, e mi verrebbe da dire ai ciclisti di stare attenti, che l’arrivo invece è sulla linea bianca che poi si confondono e fanno le figuracce. Insomma non hanno detto che si è fatto uso di doping, ma qualcuno ha voluto intenderla così, e ovviamente anche il giornale roseo, che per documentare la reazione del media inglesi mostra la prima pagina del Sun, che è come parlare di omicidi e citare Cronaca Vera; il Sun è il giornale che gli inglesi comprano per vedere le ragazzone in topless nella terza pagina, che lì non è quella degli elzeviri.  Ma non finisce qui. Sul sito della Federazione c’è una lettera di scuse di un giornalista, che ieri in tv ha detto che la morte del calciatore non è una morte da ciclismo, e in questa lettera diceva di non aver detto quello che ha detto o qualcosa del genere, ma non c’è mica bisogno di scusarsi, è evidente che si tratta di cose diverse, perché quando muore un ciclista non appare in conferenza stampa a reti unificate il Presidente del CONI a dire che può succedere. Però, dato che seguo così poco il calcio e la tivvù, mi sono chiesto chi è questo giornalista, e, oltre a delle polemiche sull’importo del suo ingaggio, ho trovato quel volto che avevo visto cambiando canali e mi ero sempre chiesto perché aveva quella faccia così seria come se si stesse parlando di cose gravissime e importantissime. E quella è un’altra differenza tra calcio e ciclismo, che quelli che parlano di calcio se non sono arrabbiati sono comunque seriosi, mentre quelli che parlano di ciclismo se non ridono sorridono.

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