Beati i primi perché saranno gli ultimi

Curioso destino quello di Pippo Pozzato e Alessandro Ballan. Il primo è un talento parzialmente sprecato perché distratto, e a vedere come riuscì a tenere quei pochi metri di vantaggio nel rettilineo d’arrivo di Sanremo che non finisce mai fa quasi rabbia. Il secondo è stato oggetto di un’inchiesta che ha tirato per le lunghe e per la quale si anticipavano anticipazioni sempre alla vigilia delle sue classiche del nord, per cui la sua squadra a volte non l’ha fatto correre e quando invece l’ha fatto gareggiare comunque preferiva vincesse un altro della squadra non si sa mai, e poi, passata la stagione fiamminga, dell’inchiesta si tornava a non sapere più nulla, manco la Gazzetta ne parlava più, che è tutto dire. La squadra di Ballan era la BMC, che non è mai stata determinata come la Sky, e poi si lamentano che gli inglesi gli soffiano i talenti dal vivaio. Invece, proprio pensando alla vicenda di Ballan, viene da dire che allora fa bene la Cielo a far correre Froome. Tornando a Pozzato e Ballan, a fine carriera l’impressione è che entrambi abbiano vinto meno di quello che avrebbero potuto, ma almeno hanno avuto la fortuna di correre al termine del periodo d’oro degli italiani nelle corse in linea: Argentin, Bugno, Fondriest, Tafi, Bartoli, Cipollini, Petacchi, Bettini, Rebellin, pure Cunego, più altri di passaggio, per cui ora sono ricordati come gli ultimi ad aver vinto la Sanremo, il Fiandre, il Mondiale, e quindi le loro vittorie sembrano acquistare maggior valore, almeno per il pubblico italiano. Però, quando potranno essere archiviati, e arriverà il primo vincitore di qualcuna di quelle corse dopo tanti anni, il rischio per quest’ultimo sarà quello di essere ricordato solo per quella vittoria, come Dancelli, che pure non vinse solo la Sanremo, ma anche la Freccia Vallone, tappe in piccoli e grandi giri, molte delle classiche nazionali, compreso il Campania, e podi importanti che non guastano.

La figurina di Dancelli, di quando “Arcore” si poteva dire, era solo una cittadina, non c’erano sottintesi.

 

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