una cartolina dal Velodromo d’Inverno

Anche se lo cito spesso, non compro sempre Internazionale, dipende dalle cartoline, loro lo chiamano graphic journalism, ma poi finisce spesso che resto deluso, come quelle volte che hanno pubblicato qualche cartolina da Caserta, ed erano parafumetti molto verbosi sulla provincia, roba alla Enzo Biagi, la solita storia camorra-terradeifuochi-droga-immigrazione, per di più ad opera di non fumettisti, una cosa che aumenta la mia sensazione di vivere in una zona che, facendo eccezione per Antonio Pascale, nessuno sa raccontare davvero. E però persisto e ho comprato anche il numero ora in edicola perché c’era una cartolina dal Vel d’Hiv, come veniva abbreviato il nome del Vélodrome d’Hiver di Parigi, ho fatto un tentativo, ma non ci speravo che avrebbe raccontato di Nando  Terruzzi e degli altri seigiornisti che vi hanno corso, e neanche del servizio fotografico che vi realizzò Henri Cartier-Bresson nel 1957, pubblicato poi nel volume Rouleur. E avevo ragione, perché si parla invece di uno dei più grossi rastrellamenti di ebrei, compiuto nel 1942 dai poliziotti francesi, per quella faccenda del ricordare ricordare ricordare che però mi sembra che non abbia evitato nessuno degli orrori che si sono visti nei decenni successivi, dai balcani alla palestina a dove volete voi. E la storia, scritta e ben disegnata dal veterano Edmond Baudoin, raccontata da un punto di vista personal-psicologico, si conclude con l’affermazione che l’autore non riesce ad amare la polizia, parole sue, e allora diffidiamo pure dei tedeschi che sono tutti nazisti e degli italiani che sono tutti fascisti oltre che mafiosi. Per questo penso che, forse, invece di stare sempre a ricordare e guardare orrori e brutture, sarebbe meglio guardare soprattutto alle cose belle e positive, ma non voglio dire che la bellezza salverà il mondo, che ormai sta diventando una frase abusata, ma certo dispone meglio. e quindi era meglio raccontare le 6 giorni e Cartier-Bresson.

La foto più vista e famosa del servizio di Cartier-Bresson. Non trovo da nessuna parte il nome del soggetto, ma era proprio Nando Terruzzi che si divertiva a fare acrobazie in bici, anche leggere il giornale.

 

Annunci