La felicità nel sottobosco

“Si lasci crescere l’erba in tutta la sua gran varietà e in tutto il ciclo biologico fino al fiore e alla sementa; si lascino espandere le piante, si lasci sorgere il sottobosco di felci, rovi, ortiche, cicute, anice, malva, code di cavallo, spade (…). Credo che sarebbero giardini pieni di felicità, rinsalderebbero i legami di coppia, e anche i bambini avrebbero dove nascondersi e scappare dai territori della pedagogia, perché i pratini ben tosati sono una specie di deserto che non insegna niente, simbolo del moderno deserto interiore, il quale più o meno somiglia a una moquette.” (ERMANNO CAVAZZONI, “I giardini di Renzo”, in Il Sole 24 Ore, 01 aprile 2012)

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