Roubaix Down Under

Una delle Parigi-Roubaix più insolite che ricordi fu quella del 2007. Uno pensa alla Roubaix e si aspetta freddo pioggia e fango e invece quella volta c’era un caldo che il pubblico stava a bordo strada, strada si fa per dire, a mezze maniche. Era quasi un clima da Tour Down Under e infatti vinse un ciclista nativo di Adelaide: Stuart O’Grady. O’Grady era un passista veloce, vincitore di ori olimpici e mondiali su pista, che però riuscì a indossare per 9 tappe la maglia gialla al Tour e vinse anche le due corse a tappe australiane, l’Herald Sun Tour e il TDU appunto. Vinse qualche tappa al Tour quello di Francia, la prova in linea ai Giochi del Commonwealth, poi la classica di Amburgo battendo Bettini, e fu terzo a Fiandre e Sanremo. Ma il traguardo più importante lo tagliò su pista (e chissà che sollievo deve essere il velodromo di Roubaix, pur se vecchio, dopo tutta quella pavimentazione sconnessa), in quella che fu proprio un’edizione sottosopra della corsa; infatti Bonen, Cancellara e Ballan, fresco vincitore al Fiandre, lasciarono i primi posti al sempre piazzato Flecha, a Wesemann e Leukemans. Per gli italiani ci fu un buon risultato complessivo:  tre nei primi dieci con Petito quinto, il longevo Baldato decimo, ma soprattutto ottavo arrivò Enrico Franzoi, e secondo alcuni questo risultato lo distrasse dalla carriera di ciclocrossista, proprio pochi mesi dopo il bronzo mondiale.

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