Disegni animati

Tra i tanti modi in cui viene chiamata l’animazione, forse quello che meglio si addice al cinema di Isao Takahata è “disegni animati”, perché c’era quel gusto per il disegno anche quando i film erano fatti al computer, e se avete visto I miei vicini Yamada o La storia della principessa splendente capite cosa intendo. E ora che, dopo l’annuncio del ritiro di Hayao Miyazaki, ammesso che abbia davvero smesso, è morto Takahata, cioè l’altro nostalgico della vita nelle campagne giapponesi, l’altro ambientalista-pacifista, l’altro fondatore dello Studio Ghibli, c’è da sperare che abbiano lasciato degli allievi, altrimenti, per quello che vedo che passa nei cinema, resterebbero solo gli spassosi pupazzi della Aardman, il virtuosismo fine a sé stesso degli americani e il folklore animato napoletano.

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