I progressi della Medicina

“Stagione fiamminga” è un’espressione che mi piace usare, ma non è roba mia: con altro significato titolava un racconto, e la raccolta col medesimo, di Gianpaolo Porreca, scrittore e medico napoletano, appassionato di ciclismo, che ha lavorato in Olanda, dove anche lì 2 più 2 fa 4, e quindi il 4 sono, tra gli altri che ha scritto, i libri Ti raccomando Raas e Una stagione fiamminga, in cui il racconto omonimo, che se fosse un disco sarebbe la title-track, finisce col ricordo di Bert Oosterbosch. E, a proposito di quest’ultimo, forse proprio come medico Porreca potrebbe confermarci i passi avanti, i grandi progressi compiuti dalla medicina, per esempio dalla morte di Denis Zanette alle attuali morti di calciatori, se si pensa che allora un infarto era attribuito al doping e oggi invece si è scoperto che può essere dovuto a misteriose cause naturali, soprattutto nel caso dei calciatori, visto che comunque alla notizia dell’infarto di Goolaerts pure sono apparsi i commentatori-iene a parlare di doping, senza una traccia di tatto, che del resto uno non può certo aspettarsi da questa gente qui. E dicevo, figuriamoci allora i passi avanti compiuti rispetto a quando nel 1989 morì Oosterbosch. Gli italiani lo ricordano soprattutto perché nella finale del campionato mondiale di inseguimento del 1979 batté Moser, ma Bert Oosterbosch con le sue caratteristiche da passistone vinse la 100 km a squadre nel 1978 (gli altri tre componenti del quartetto sono tutti vivi), prologhi e cronometro varie, piccole corse a tappe, e tappe di grandi giri anche in linea, e poi il G.P. di Harelbeke. Oosterbosch si ritirò per una meningite nel 1988, l’anno dopo morì per infarto, e un secondo dopo si iniziò a collegare la morte all’uso di doping, cosa mai provata.

Oosterbosch precede Kuiper nella sesta tappa del Tour de France in bianco e nero del 1983 .

 

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