Comparazioni

L’anno scorso il ciclista Gianni Moscon, che sembra ormai avviato a una brillante carriera di promessa mancata, rivolse offese razziste al collega Réza, uno che viene dal suo paese (Versailles) a rubare il lavoro ai ciclisti bianchi, e la sua squadra, la pur controversa Cielo, lo sospese e multò. Ma l’attenuante era la giovane età. E poi Moscon ammise l’errore. Però è difficile trovare attenuanti per un calciatore maturo, esperto e che riveste un ruolo istituzionale, capitano del suo club, che, nella fase determinante di una partita, si fa espellere per offese all’arbitro proprio quando la sua prestazione poteva essere importante per la sua squadra. Per giunta, a freddo, non ha ammesso l’errore, ma ha rincarato la dose. E, a parte la pretesa che l’arbitrò non impedisse alla squadra di realizzare il sogno di andare in finale, strana sia perché dai quarti, fino a prova contraria, si va in semifinale e non in finale, sia perché pure Jacopo Guarnieri sogna di vincere la Roubaix ma non pretende mica di farlo mettendosi nella scia dell’auto della giuria, il calciatore in questione avrebbe detto che se l’arbitro non capisce niente vada in tribuna a mangiare le patatine, lui che fa la pubblicità proprio di una marca di patatine. E, dato che in Italia è permessa la pubblicità comparativa, la concorrenza avrebbe potuto sfruttare questa uscita a svantaggio dello sponsor del calciatore, che alla fine della storia, secondo me, avrebbe dovuto essere multato sia dalla squadra di calcio che dalla squadra di patatine, pardon, volevo dire dalla marca di patatine.

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