Il Granducato, anche suonato

Uno se lo dimentica il Lussemburgo. Poi alla Liegi vince Jungels, dicono che è il terzo lussemburghese a vincere questa corsa, e tu ti sorprendi e ti chiedi chi erano gli altri. E invece solo pochi anni fa ci fu l’impresina di Andy Schleck, che si pensava potesse vincere molto più di quello che alla fine hanno totalizzato lui e il fratello Frank, pure chiacchierato. E i due Schleck sono comparsi quando ancora Kim Kirchen non era stato costretto a smettere per problemi di salute. Ma i lussemburghesi nel ciclismo ci sono sempre stati, non solo Charlie Gaul; stretti tra paesi ciclofili, tra Francia Belgio e Olanda, vuoi che non corrano anche loro? In campo femminile oggi c’è soprattutto Christine Majerus, brava su strada e nel cross, ma la più importante del Granducato è stata Elsy Jacobs, anche perché vinse il primo mondiale su strada nel 1958, e non fu un episodio, perché vinse ancora un argento su strada e un bronzo nell’inseguimento, e furono longevi lei, che si ritirò nel 1974, e il suo primato dell’ora, stabilito sempre nel 1958 e battuto da Mary Cressari solo nel 1972.

Elsy Jacobs morì nel 1998 e dieci anni dopo le dedicarono una corsa, che fino al 2011 era in linea e poi diventò a tappe e si chiamò Festival Elsy Jacobs. La prima edizione fu vinta da Monia Baccaille e terza si piazzò Marina Romoli. Poi una razzia di Vos e Van Der Breggen, che lo diciamo a fare? L’anno scorso vinse proprio Majerus, che se non ci riusciva almeno una volta pareva brutto, e ora è in corso l’edizione 2018. Poi dopo, con calma, ci dimenticheremo di nuovo del Lussemburgo, che per motivi strani diede il nome allo strano progetto Grand Duchy formato dalla bassista Violet Clark e dal marito Charles Thompson che nella circostanza sfoggia il nome d’arte delle grandi occasioni, Black Francis, che questa è una cosa che non ho capito: il principale problema dei Pixies sembra sia stato soprattutto il rapporto conflittuale e poi la sostituzione dell’insostituibile bassista Kim Deal, e Black ce l’ha in casa la bassista, anche se però lei preferisce altro genere di musica, più sull’elettronico, e si sente, ad esempio in questa Seeing Stars tratta dal primo omonimo album Petits Fours, che risale proprio a quel 2008 in cui partì il Festival Elsy Jacobs e direi che il cerchio si può chiudere così.