Un giorno in pre-Tour 8 – Totò al Giro di Francia

No, non è un post su un seguito di Totò al Giro d’Italia, che non è mai stato girato, ma, a pensarci, si sarebbe potuto anche fare, con Louis De Funès nella parte di un organizzatore o di un direttore sportivo che ha qualche problema sufficiente a scatenare la sua irascibilità, peccato, anche perché la coppia Totò-De Funès è stata utilizzata poco e non al meglio delle loro potenzialità. Ma non divaghiamo, questo è un post sul periodo d’oro, o di similoro, del ciclismo campano, dei tempi di Crescenzo D’Amore, Raffaele Illiano, Raffaele Ferrara, ma soprattutto di Giuliano Figueras da Arzano e Salvatore Commesso detto Totò da Torre del Greco. Figueras vinse il mondiale militare nel 1995 attaccando ripetutamente e ancora ricordo che Vito Taccone, che commentava per la RAI, diceva che il ragazzo stava sprecando troppe energie e così non avrebbe vinto. L’anno dopo Figueras vinse il primo mondiale Under 23, dopo che per due anni consecutivi il mondiale dilettanti fu vinto da ex professionisti tranquillamente ritornati tra i dilettanti. Fu un trionfo italiano, con una lunga fuga di Commesso, poi decimo, e quattro ai primi quattro posti, e quello che era rimasto senza medaglia era un certo Paolo Bettini, poverino, neanche una soddisfazione. I due campani non passarono subito al professionismo, ma scelsero di correre un altro anno tra i dilettanti e Figueras vinse il Giro delle Regioni mentre Commesso vinse i Giochi del Mediterraneo e il Campionato Europeo. Il più atteso tra i professionisti era Figueras ma la sua carriera è stata discontinua e conclusa precocemente alla fine del 2006, perché non aveva più motivazioni e voglia di sacrificarsi. Eppure pochi mesi prima aveva vinto il Giro del Lazio, che da terza corsa in linea italiana si trasformò in una gara che quasi portava male, basti pensare che nelle edizioni successive vinsero Bosisio poi squalificato per doping e il promettente Francesco Masciarelli anche lui ritiratosi precocemente. L’anno migliore di Figueras fu il 2001, in cui fu decimo al Giro d’Italia, primo al Giro del Veneto, settimo al Mondiale e secondo al Lombardia anche per colpa della ruota che slittava sul bagnato. E allora si può dire che alla fine il miglior ciclista campano è stato Commesso, che vinse due campionati italiani ma soprattutto andò forte al Tour. Col suo fisico avrebbe potuto far bene nelle Fiandre, ma in realtà andava forte col caldo, e in Francia vinse due tappe al termine di fughe lunghissime, nel 1999 battendo Serpellini e nel 2000 battendo Vinokourov non ancora nominato Zar. Ma forse fu altrettanto famoso il secondo posto con pianto disperato nel 2006, quando fu battuto da Pierrick Fédrigo, uno che contro gli italiani vinceva sempre e se avesse fatto una gara di nasi con Bartali avrebbe vinto pure quella.

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