Mostri

Il Giro della RAI è un grande doposcuola, un sussidiario non richiesto, l’ho già scritto, ma pure durante il Tour ci sono i compiti per le vacanze, e la Rai, soprattutto con delle sovrimpressioni inopportune, ci fornisce varie nozioni, alcune senza senso, tipo tutti i ciclisti nati il 17 luglio che hanno vinto al Tour, come se ci fosse un qualcosa da dedurne, o notizie storiche da incasellare nella nostra ignoranza in materia, che a stento ricordiamo in che anno c’è stata la rivoluzione francese. Ma oggi, mentre andava una tappa che finalmente faceva contento il pubblico, una fuga monstre dicevano, con molti partecipanti e pochi tatticismi, una notizia interessante ce l’hanno data, che poi chissà a chi può realmente interessare, ma per quello che mi riguarda mi riporta a qualcosa di piacevole: all’aeroporto di Mende, dove arrivava la tappa odierna, fu girata qualche scena di Tre uomini in fuga con due mostri del cinema francese, Bourvil e uno scatenato Louis De Funès. Poi la tappa che sembrava stesse finendo nell’ancor sguarnito palmarès di Jasper Stuyven, mancato erede di Cancellara, è stata vinta dall’astano Fraile, che si rivelò al mondo battendo Cunego al Giro dell’Appennino 2015, e solo a vedere nel finale lo sforzo di quei due e di Alaphilippe che si era intercalato veniva l’affanno. Non sono in affanno, invece e purtroppo, i contestatori di Froome, ma, dato che la Bahrain sembra stia pensando a una richiesta di danni per l’incidente di Nibali, questi infelici spettatori non passivi che pensano che i loro problemi siano causati dall’asma di Froome, farebbero bene a pensare che una task force di avvocati che ha prodotto 8000 pagine per la faccenda del salbutamolo, nel caso di un danno causato a Froome potrebbero confezionargli una richiesta danni mostruosa.