Date a Cyrille quel che è di Cyrille

Oggi la diretta della tappa non è cominciata nel migliore dei modi, almeno per me. AdS ha citato una dichiarazione di Guimard dicendo che forse questo nome non dice molto agli spettatori, e ha ricordato che Guimard è stato direttore sportivo di Hinault, e allora dovrei pensare che sono davvero vecchio visto che Guimard me lo ricordo quando correva, 7 tappe al Tour e la maglia gialla ai tempi di Merckx, terzo al mondiale di Mendrisio e a quello di Bitossi, sì lo so che non vinse Bitossi ma ci siamo capiti. E allora mi chiedo se mi da più fastidio questo fatto dell’età o il fatto che non si da a Cyrille quel che è di Cyrille. Sono le solite cose che fatico a capire, come quando di un omicidio stradale si dice che l’automobilista correva a folle velocità. Cosa significa correre a folle velocità? Quell’auto è stata fabbricata in modo da poter correre a quella velocità, e se l’hanno fatta così, e se nell’industria automobilistica ci sono menti osannate un giorno sì e l’altro pure sì, vuol dire che in quello che hanno progettato queste grandi menti non ci può essere niente di folle. Ma l’industria della bici non è da meno, per esempio la bici di Calmejane, che sentendo l’albigese aria di casa è andato in fuga, quella sì folle, al punto che il suo dièsse voleva buttarlo giù come se fosse Froome, dicevo la bici era una bici speciale, fatta a regola d’arte, e se poi è risultata più leggera di quello che prevede il regolamento è colpa della solita burocrazia che si accanisce contro la libera iniziativa, e allora i meccanici potevano appesantirla con lo specchietto retrovisore, o col campanello che sulle salite piene di folli servirebbe, anche se sarebbe meglio un manganello, oppure potevano mettere, al posto della sella, un bel bidet che ormai è il simbolo e vanto della civiltà italiana, ma i meccanici, con scarsa fantasia, l’hanno solo piombata, e alla fine ha vinto Cort Nielsen, che non c’entra con la bici di Calmejane, ma visto come è andato bene sulle salitelle si vede che non è solo un velocista, la Liegi lo attende. Intanto sembra certo che la Bahrain voglia chiedere i danni al Tour per la faccenda di Nibali, e il Tour forse prova ad anticipare la Bahrein e pure la Sky presentando tre denunce contro i soliti ignoti per gli accidenti vari di questi giorni. Ma ora si potrebbe chiedere qualcosa anche ai veri tifosi del ciclismo, con cattiveria: una ritorsione. Visto che di costumi di supereroi e altri personaggi dei fumetti se ne sono visti molti lungo le strade, e non tutti indossati da individui inoffensivi, si potrebbe andare alle fiere del cosplay con bandiere varie, della Colombia, delle Fiandre, dell’Italia, semmai col bidet al posto dello stemma savoiardo, e inneggiare a questo o quel ciclista, però non a Tommeke perché quello è pure un personaggio dei fumetti e così si perderebbe l’effetto.

Omar Fraile contro Obelix