A tutto gas!

Già me li immagino gli italiani che ora potranno dire che i francesi sono un po’ nervosetti, forse anche perché non potendo farsi il bidet sono un po’ irritati anche fisicamente, ma secondo me il problema riguarda la gran parte degli stati, dei governi, che aspirano al dispotismo ma devono fingersi democratici, anche quelli più sfacciati, e sapete chi intendo. Proprio stamattina era arrivata la notizia del divieto di fumo al Tour, nel senso dell’uso dei fumogeni, punibile con multe e arresti, e si cerca di colpire l’effetto e non la causa, perché quella, l’idiozia, va bene, è funzionale alla società che si vuole. Poi capita che una protesta blocca il Tour, il divieto riguarda i fumogeni ma non i lacrimogeni, e la gendarmeria li usa senza badare a spese. Non si è capito chi stava protestando, forse agricoltori, ma potevano essere anche maniaci sessuali perché è stato usato il gas al peperoncino, colpendo anche i ciclisti, costretti a lavarsi e medicarsi, e il colmo sarebbe se trovassero un’alta concentrazione di collirio nelle urine di qualcuno. Il clima sociale e politico che si respira, fumi e gas permettendo, quest’anno porterà un’altra novità: si sa che ogni anno Monsieur Le Président presenzia in una tappa del Tour, che certamente significa l’importanza che la corsa ha in Francia, ma secondo me non è un buon motivo per invidiare questa cosa ai cugini e auspicare che lo stesso succeda al Giro, perché i politici italiani meglio perderli. Però in questi giorni è scoppiato lo scandalo relativo alla guardia del corpo di Macron che avrebbe picchiato dei manifestanti, non certo quelli odierni, e Macron preferisce starsene a casa, che in fondo all’Eliseo tanto male non si sta, poi la guardia non sappiamo se da parte sua farà visita a Moscon, potrebbero scambiarsi dei suggerimenti, o anche dei pugni. Però per Moscon le cose potrebbero mettersi bene, o almeno per gli italiani, perché se la Sky lo licenzia i tifosi potranno continuare a criticare la Sky e tenere per Moscon, che anzi farebbe nello specifico la parte della vittima. Ma va detto che la grottesca faccenda del comunicato che Moscon è stato costretto a leggere dimostra come in fondo non sia il cattivo soggetto che potrebbe sembrare, perché non ce li immaginiamo proprio Boom o Bouhanni a leggere un modulo di scuse. Ma oggi c’era pure la corsa, un tapponcino pirenaico che sembrava adatto agli scalatori e invece era per i discesisti. Infatti si passava per la discesa dal Portet d’Aspet dove morì Casartelli, e meno male che la stele commemorativa l’hanno eretta molto discosta dalla carreggiata, altrimenti qualcuno ci si poteva sfracellare. Da quelle parti Gilbert è caduto catapultandosi in un burrone da cui è risalito quasi illeso. Sull’ultima salita è passato in testa il gemello Adamo, uno dei più deludenti finora, ma è  caduto in discesa ed è stato superato da Alaphilippe che è sceso a tutto gas e ha vinto, sempre più concreto e vincente, e sempre più smorfioso, ma nel senso voeckleriano del termine.

E domani ci sarà la tappa con la griglia di partenza, ma per Moscon stanno preparando un’altra griglia.