Il fumo della griglia

C’erano molte aspettative su questa tappetta pirenaica, sia perché si pensava chissà cosa può succedere in una tappa così breve tutta montagne, forse attacchi mai visti, sia per la novità della griglia di partenza. E su questo punto le fantasie galoppavano più di molti ciclisti in lizza per la classifica. Ci saranno le ombrelline come nel motogippì o correranno a piedi verso le bici come a Le Mans? Si partirà dai blocchi come su pista o alla garibaldina come in Fantozzi? Passati i primi poi tutti gli altri cadranno in un’ammucchiata gigantesca come nel ciclocross o si tamponeranno come nella Formula 1? E la safety car? E il riscaldamento? O succederà che ai capitani, trovandosi soli senza i gregari persi nel fitto delle griglie, gli verrà una crisi di pianto? Niente di tutto questo, solo il solito ciclismo, e se la grigliata è stata appena appena scenografica, i capitani si sono subito ricongiunti al resto della squadra, e all’attacco sono partiti i soliti cacciatori di tappe, sperando forse di prendere un vantaggio tale che non sarebbe stato recuperabile nei pochi km di gara. Ma piano piano gli uomini di classifica si sono riavvicinati ai fuggitivi ed è partito in caccia Quintana, che ha vinto e in studio hanno detto che ha vissuto una giornata da Quintana. Ma forse Nairo è stato favorito anche dal fatto che il suo ritardo non spaventava neanche quelli in lotta per il podio, tra i quali hanno perso terreno Froome Bardet e Landa. Quintana se voleva capovolgere il Tour doveva attaccare in un’altra tappa e più da lontano, forse ha puntato solo alla vittoria di tappa e a chiarire qualcosa all’interno della Movistar. Ma diciamo pure che porsi l’obiettivo di vincere una tappa e poi vincerla davvero al Tour non è cosa facile, quindi un applauso giornaliero al colombiano che si dimostra il più affidabile della squadra. Landa, invece, non può che vedere positivamente la sempre più vicina vittoria di Gerainthomas, perché dimostrerebbe che dopo tante cadute e tanto gregariato si può ancora trovare l’occasione di vincere un grande giro.  Però non dire gatto, non nel senso di Oscar, se non l’hai nel sacco, un proverbio che mi piace non fosse altro perché dimostrò la ignoranza presuntuosa dei gialappi, ma lasciamo stare, perché ormai Thomas più che le cadute in cui si coinvolgeva da solo deve temere quelle che potrebbero provocare gendarmi, che oggi hanno fermato Froome che rientrava non avendolo riconosciuto e lui e la Sky si sono arrabbiati, mai però quanto il connazionale Morrissey a Roma, o, dicevo, che potrebbero provocare i tifosi: oggi uno gli ha buttato violentemente dell’acqua in faccia e un altro ha allungato un braccio dalle transenne per fargli perdere l’equilibrio. A questo punto sarebbe opportuno che Macron cambiasse idea e si facesse vivo al Tour, se non altro per distrarre i contestatori più o meno sputacchianti.