Dall’album dei ricordi sovvenuti

Alcuni eventi di questi giorni me ne hanno ricordato altri del passato. L’episodio della tappa del Tour bloccata da una manifestazione ha i suoi precedenti, e l’altroieri è stato ricordato quello della Parigi Nizza del 1984 in cui Hinault, nonostante fosse già una superstar, non incaricò la guardia del corpo che non aveva ma andò personalmente a picchiare i manifestanti, come fosse Bud Spencer. Non a caso oggi critica Froome ma non Moscon.

Dai che sembra un fotogramma di un film di genere degli anni 70.

Ma almeno quelli erano lavoratori che lavoravano, niente a che vedere con le famigerate e fantomatiche organizzazioni di disoccupati napoletani, che creavano disordini spesso e volentieri, e il 9 marzo 1988 gli venne l’idea di bloccare il Giro della Campania, ma così, senza un valido motivo. La corsa doveva terminare con più giri di un circuito che passava pure sotto casa mia e si concludeva davanti alla Reggia, ma il tempo passava e della corsa neanche l’ombra, e non è un modo di dire perché già il sole tramontava, e alla fine fu deciso di ridurre i giri a uno solo. Vinse Baffi ma l’eroe del giorno fu Guidone Bontempi che chiese ai manifestanti perché non andavano allo stadio a bloccare il Napoli, che tra l’altro aveva pure lo scudetto fresco di stampa. Si potrebbe dire che politicamente Bontempi era molto avanti rispetto a questi gruppi oscillanti tra sinistrismo e camorrismo, ma dirlo significherebbe concedere loro la buona fede e non è il caso. Pochi anni dopo a un concorso conobbi una tipa che illustrandoci il suo diciamo curriculum vitae raccontò anche di aver partecipato a quel blocco del Giro della Campania e aggiunse che avevano preso le botte dalla polizia e io le espressi, si dice così, il mio apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine.

Le cartoline di Baffi e Bontempi, entrambi provenienti dalla pista.

E vi ricordate nel 2011 la morte di Kim Coso, non ricordo bene il nome, insomma il padre del Dittatore Pettinato Male, e tutti i coreani che piangevano disperati, e noi dall’alto della nostra superiore civiltà democratica sbalordivamo chiedendoci cosa avessero da piangere? Beh, mi pare che in questi giorni in Italia si sta verificando qualcosa di simile, o no?