Perplex alla Reggia 

Il Palazzo Reale di Caserta e il Parco ospitano la mostra “Marco Lodola – Giovanna Fra. Tempus – Time”. Cito il comunicato stampa: “Il titolo della mostra è un voluto riferimento al trait d’union che Marco Lodola e Giovanna Fra, grazie alle loro opere, creano fra il Tempus, la dimensione temporale legata all’antichità, al classico, alla storica sede espositiva e il Time, sintesi del mondo contemporaneo.” Avete capito? No? Eppure è facile, quando una mostra di arte contemporanea è ospitata in un museo o in un complesso di un’altra epoca si dice sempre che dialoga con il sito che la ospita; o forse credevate che quest’ultimo si limitasse a fare solo da contenitore, che poi non ci sarebbe neanche niente di male? Il catalogo è pubblicato da Skira e, oltre agli interventi di critici di quelli più famosi e televisivi, ci sono anche i pareri di Renzo Arbore, Aldo Busi, Jovanotti, Piero Chiambretti, Roberto D’Agostino, Salvatore Esposito, Ciro Ferrara, Antonio Stash Fiordispino, Enzo Iacchetti, Max Pezzali, Andrea Pezzi, Red Ronnie, manca solo il Gabibbo, forse aveva da fare. Le tele di Giovanna Fra le trovate all’interno del Palazzo, le sculture luminose di Marco Lodola invece soprattutto nel parco, se lo visitate di giorno potete vedere solo la struttura, direi lo scheletro, ma di sera si illuminano come le luminarie delle feste patronali, solo che non ci sono pure le bancarelle che vendono torrone e zucchero filato. I soggetti ritratti direi che sono fondamentalmente pop, abbiamo atleti, ballerini, animali anche fantastici, Pegaso, Diabolus, Cocteau, Freddy Mercury (uno dei miti che meno digerisco. Se solo i fans dei Queen ascoltassero gli Sparks). Poi c’è raffigurato un chitarrista e il titolo dell’opera è Fausto. Fausto chi? Ah già, Mesolella: questa specie di dimenticanza mi fa sentire ancora più estraneo del solito al  cosiddetto territorio. E poi c’è l’immagine di una donna che sta per spogliarsi, chi sarà, Dita Von Teese, Edwige Fenech? No, il titolo è Serratura, e dato che poi c’è il Gobbetto l’impressione è di essere passati dal pop all’avanspettacolo. Il materiale con cui sono fatte queste sculture è il persplex, e infatti io rimango un po’ perplex (per restare alle battute da avanspettacolo) di fronte al tutto, ma va bene così.