consigli sconsigliabili per le vacanze

Vacanze, una parola vacante, svuotata di significato. Il primo consiglio per le vacanze che mi sento di darvi è di partire subito di vostra iniziativa, prima che inizino i rastrellamenti casa per casa e vi carichino a forza su un treno in partenza per uno dei tanti lidi italiani. Poi, una volta lì, non rischiate di passare per un vitellone o una ragazza in cerca di facili avventure, datevi un tono, cercando di passare per una persona “intelligente” come diceva Troisi. Quindi potete portarvi un libro, ovviamente un giallo, perché avete visto quanti bravi, quantissimi bravissimi direi, scrittori di gialli ci sono in Italia e nel mondo? E poi non credo che in estate si vendano altri generi di libri. Se invece volete passare per “intelligentissimi” o non volete neanche essere avvicinati e disturbati, il libro portatevelo da casa, un librone del 500/600 rilegato dal quale soffierete via la polvere solo quando sarete seduti sulla sdraio, oppure un libro intonso, se ne vendono ancora, e per aprirlo vi munirete di un tagliacarte d’oro finemente istoriato, che potrà tornarvi utile anche per compiere uno di quei delitti estivi che vanno tanto e fanno gola ai giornalisti. Se poi per voi un libro è un impegno insostenibile, e avete ragione, e infatti non si capisce a cosa serve leggere, allora datevi all’enigmistica, ma attenzione a cosa comprate. Il settimanale più imitato, nonostante qualche concessione alla tivvù e uno spot inquietante in cui c’è un donnone per cui non sembra neanche fuori luogo quel vocione da uomo, resiste per la qualità dei giochi, al punto che se ci fosse oggi la Resistenza i partigiani prenderebbero la via dei monti sventolando quel giornale, quindi vi consiglierei di scegliere un settimanale che abbia in copertina la foto di un vip che abbia almeno un milione di follower da qualche parte, insomma che abbia più gente che lo segue di Sagan al Fiandre. In questi giochi possono esserci definizioni alla vostra portata che vi consentiranno di non consegnare il cruciverba completamente in bianco (ah, non c’è una commissione che li raccoglie? vabbe’, fa lo stesso), del tipo “recita nella serie X” oppure “il tipo che sta con quella ma poi tromba pure con quell’altra”. E poi anche le vignette sono dello stesso livello, e sono le stesse pubblicate anche negli anni scorsi, e se non ci sono neanche I Ronfi vuol dire che è proprio il giornalino giusto, anche perché l’autore, Adriano Carnevali, è uno che fa anche vignette con molti rimandi storici e mitologici, e questo non va bene, le vignette devono vertere su mogli e mariti e cani e cose così. L’anno scorso, o era due anni fa, una casa editrice che pubblica solo enigmistica, di buon livello, solo un po’ tendente al predicozzo religioso, pubblicò eccezionalmente una raccolta di tavole dei Ronfi, e andare in spiaggia con un fumetto per ragazzini vi nuocerebbe gravemente al traffico sessuale. Se infine siete pure tirchi, comprate qualche busta o raccolta, dove ci sono numeri vecchi e anche la penna ad autonomia molto limitata, anonima che sarebbe interessante sapere chi le fabbrica, forse i cinesi le delocalizzano in Cambogia, boh. Però fate attenzione quando fate i cruciverba, perché, essendo vecchi numeri riciclati, anche le definizioni fanno riferimento a cose vecchie. Ad esempio, se la definizione è “Primo ministro italiano in carica”, 5 lettere, la soluzione non è “Conte” e neanche “Renzi”, ma “Goria”.