Ciclocross the Universe

Chi oggi si fosse messo davanti al televisore distrattamente avrebbe avuto un momento di smarrimento temporale vedendo pioggia e facce sporche di fango e sentendo nomi di crossisti, ma erano gli europei stradali, e nomi di prima fascia non se ne sentivano molti, in questa fase della stagione qualcuno è fermo e qualcuno non è in forma, c’è anche qualcuno che snobba, e la pioggia fa il resto. E vengono fuori i migliori delle seconde linee o i meno titolati delle prime: Albasini e Trentin, più otto compagni alcuni dei quali neanche corrono in squadre world tour. Ci sono due uomini per Italia, Belgio e Olanda, ma poi a una curva Lammertink manda giù mezza fuga, e l’Italia, quando degli attardati rientra Cimolai, si trova in superiorità, e anche grazie al compagno che gli tira la volata Trentin riesce a vincere, e con lui finalmente anche Cassani che si è emossionato. Trentin, che in passato ha fatto anche ciclocross, batte i fenomenali rivali di quella specialità, anche qui accomunati. Secondo è Van Der Poel, che a Glasgow puntava soprattutto alla mtb, dove invece non ha fatto granché, e continua a passare da una specialità all’altra con facilità, si diverte, ma vittorie importanti non ne arrivano molte. Terzo è Van Aert, che, per correre le classiche di primavera, ha partecipato a poche gare di cross, rinunciando anche agli europei, e poi invece li ha corsi su strada. Nelle fasi iniziali s’era visto anche Marcel Meisen, storico rivale di Bertolini, solo Stybar si è visto poco. Mancava solo Lars Boom, ma se fosse stato convocato, anziché Lammertink sarebbe andato in fuga lui, e poi anziché Lammertink sarebbe caduto lui. I due fenomeni così giovani e già così anticamente rivali hanno il futuro davanti, ma pure Trentin con i suoi 29 anni ha ancora tempo per far meglio, dato che questo è solo il primo anno da capitano e l’ha trascorso per lo più infortunato; ora sono in vetta all’Europa, poi potranno conquistare il Mondo, l’Universo no, non è previsto.