Cartolina da Brussels

In estate capita che le cartoline arrivino in ritardo. Questa tutt’al più arriva con un giorno, o solo con qualche ora, di ritardo, e dire che oggi non volevo postare niente perché sono giorni che wordpress mi manda messaggi di incitamento dicendo che sono un sacco di giorni consecutivi che posto e che devo continuare così e allora cercherò di fare uno stacco di un giorno così la finiscono. Allora dicevo Brussels o Bruxelles. Peccato che una supercapitale come Brussels non abbia una corsa world tour. Forse non sarebbe più gestibile facilmente una corsa che parta da Parigi (o dintorni, come tutte le corse che nominalmente partono da Parigi) e arrivi in uno stato confinante, ma si potrebbe fare di meglio che questa Brussels Classic, corsetta per velocisti pure penalizzata dal calendario. La Paris Brussels era una classica ambita ancora dopo l’invenzione della Coppa del Mondo da cui era esclusa. Bartoli, ad esempio, sembra ancora contrariato dalle “incomprensioni” col compagno Bertolini, che gli fecero perdere quella del 1997. Ieri ha vinto il tedesco Pasqualino Ackermann, velocista emergente e campione nazionale, che ad Amburgo è caduto nel finale e non ha potuto lottare per la vittoria, più realisticamente per un piazzamento nei 10, ma ieri ha vinto anche perché agevolato da un’altra caduta, questa volta tra i suoi rivali. Saluti.

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