La Zeriba Suonata – Ora e sempre coesistenza!

Agli inizi degli anni 80 capitava di vedere di tutto nei rari programmi di videoclip musicali, e forse è stato proprio allora che hanno iniziato a coesistere tutti i generi musicali, era sempre più difficile dire qual’era la musica del tempo. Poi semmai gli ascoltatori si dividevano, anche in tribù, ascoltavano qualche genere e ne avversavano altri, ma comunque non erano più i tempi di Ricky Shayne che vide uno dei mods cadere da eroe, anche se non si è mai capito perché sarebbe caduto da eroe quel mod lì, e non vorrei dire, ma ho il sospetto che cadde piuttosto da stronzo, ma lasciamo stare. E dicevo capitava di tutto, i capelli ritti in testa non facevano più impressione a nessuno, e tra quelli pettinati da istrice esordì un gruppo gallese chiamato The Alarm. Ora il Galles potrebbe far pensare alla musica ridotta ai minimi termini degli Young Marble Giants oppure a quella eccentrica dei Gorky’s Zygotic Mynci, ma gli Alarm non erano niente del genere, erano l’opposto, niente minimalismo e niente stranezze, erano un gruppo finto punk di combat rock già sentito retorico ed enfatico, che poi pure il punk quando voleva essere enfatico ci riusciva benissimo, e nel momento clou dei brani alzavano le chitarre all’altezza dello stomaco come fossero bandiere o soltanto a simboleggiare una musica che rimaneva sullo stomaco. Ma forse parlare di retorica non rende l’idea, gli Allarme erano la retorica al quadrato, musica rock per fanfara, gli U2 che suonano Springsteen, Ligabue con i Gang e i MCR che dopo aver bevuto un intero ripiano di bottiglie di lambrusco vanno cantando di notte in giro per la città, al punto da farti preferire una tribù di vandali che rovescia i cassonetti. I titoli delle canzoni inneggiavano al 68, o ti inchiodavano alle tue responsabilità chiedendoti dove ti nascondevi mentre infuriava la tempesta, e però dove volevi che fosse, era proprio in mezzo alla bufera con l’ombrello rotto e il rischio di essere colpito da un fulmine o da un albero spezzato così poi dopo poteva dare la colpa alle autorità che non avevano diramato l’allarme (ops…), ma neanche loro però ci dicevano dov’erano, anche se viene il dubbio che erano lì in mezzo alla tempesta e dopo non si sono più pettinati. E quando volevano fare una cover The Alarm mica sceglievano di fare una canzone qualunque, no, andavano direttamente su Bob Dylan e andò anche bene che scelsero Knockin’ On Heaven’s Door, potevano scegliere Blowin’ in The Wind o qualche altro inno palloso di prima della chitarra elettrica. Qui vi faccio vedere un’esibizione da Top Of The Pops, il famoso programma britannico che trasmetteva musica mainstream, commerciale, robetta, ma se invitavano SiouxsieThe Smiths allora era un programma mitico, ma lasciamo che ognuno ascolti la musica che preferisce, possibilmente però quella che non mi piace ascoltatela a basso volume.