La Zeriba Suonata – il poeta infiltrato

Questa è la puntata meno suonata di questa rubrica, perché non c’è un musicista o cantante, c’è un poeta, ma non nel senso di quei cantatroci che le agenzie di rating artistico promuovono dal punteggio BBB di musicista a quello AAA di poeta mettendolo pure a rischio nobel, no, questo è un poeta che recita versi in maniera molto ritmica, agli inizi era quasi pre-rap, o collabora con  musicisti. Ma iniziamo dall’inizio, o dal secondo inizio della storia, e anche qui in qualche modo c’entra il ciclismo. Quando mi capita di vedere qualche video di ciclismo su Eurosport anglofono il timbro della voce del telecronista mi ricorda qualcuno, ma chi? Sì, ecco, somiglia un po’ alla voce di quel curioso poeta che in Italia dovrebbero ricordare almeno i cultori della vecchia Manchester musicale, quella di prima degli Smiths. Quella scena ai suoi albori fece uscire un 10 pollici intitolato Short Circuit – Live At The Electric Circus, dove c’erano i Warszaw che forse erano già i Joy Division o ancora no, i Buzzcocks, i Fall (JD, Fall e Buzzcocks: pensate che scena che quando ne ricapita più una così?), e tra i pochi altri c’erano due pezzi recitati da questo tipo, il poeta e performer John Cooper Clarke.

Oggi JCC è ancora in giro bello arzillo e a forza di collaborare con i musicisti si è messo pure a cantare, e nel 2016 in combutta con l’ex strangolatore Hugh Cornwell ha pubblicato This Time It’s Personal , un album di rock primordiale, come Love Potion #9, scritta da Leiber & Stoller.

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