Cartolina da Ashgabat

L’UCI ha deciso le sedi di alcuni mondiali prossimi venturi e particolarmente interessanti sono le scelte per il 2021. Il mondiale su strada si disputerà nelle Fiandre, dovrebbero esserci i famosi muri, e per l’occasione aspettiamo più il fenomeno Van Aert che il fenomenino Evenepoel. Ma la sorpresa sono i mondiali della pista ad Ashgabat, la capitale del Turkmenistan, dove c’è una delle dittature più pittoresche del mondo. Il merito è del defunto superpresidente Saparmyrat Nyýazow, che fu una via di mezzo tra Mao e Pol Pot e, tra le altre cose, vietò il balletto, l’opera, i cani, le autoradio e i videogiochi, si fece costruire una statua placcata in oro che ogni giorno ruota su sé stessa, ma soprattutto scrisse il Ruhnama, che non è un librone di mitologie locali, ma un libretto di pensierini, reso obbligatorio a scuola, negli uffici e nelle scuole guida (quando si dice che un leader è la guida del paese), e che per non farsi mancare niente è stato raffigurato in un monumento, anch’esso mobile, perché ogni sera la scultura del libro si apre in uno spettacolare gioco di luci (quando si dice che un leader è la luce che conduce, dove chissà). Oggi il paese, a giudicare dalle foto, sembra avviarsi verso un più ordinario futuro di pacchianate orientali, tipo paesi petroliferi.

Il francobollo ricorda la visita dell’allora presidente Bill Clinton.