Il pacco del lupo

A fine stagione la Sky lascia la sponsorizzazione della squadra ciclistica e presumo che molti italiani saranno contenti, quelli che stanno sempre sui social a denigrare e malignare però escludendo dai cattivi pensieri Moscon e Rosa, e dimenticando però il povero Puccio, povero si fa per dire, e forse saranno contenti anche molti francesi, quelli che vanno sulle strade appositamente per dire buuu e sputare. Alcuni dicono che il diplomatico Mr. Brailsford abbia già trovato un nuovo sponsor, però forse davvero non sarebbe un male dal punto di vista sportivo la scomparsa di uno squadrone così superiore agli altri. Ma dal punto di vista etico, proprio quello su cui più insistono i criticoni che malignano e denigrano, può essere una perdita. Prendiamo il caso Moscon, due volte fermato dalla squadra e sospeso pure, allontanato dalla stessa dal Tour dell’anno scorso quando la Sky si è così privata di un gregario prezioso, e per un episodio neanche chiaro, e, sorvolando pure su un episodio di insulti razzisti che in Italia sarebbero stati rivolti a un sudamericano da qualcuno della squadra del Principe Duca Conte che avrebbe fatto poco nobili orecchie da mercante, confrontiamolo col caso Keisse. Iljo Keisse, un ciclista che pure apprezzavamo per essere rimasto l’ultimo vero seigiornista, e che fa parte del gruppo che sta correndo al caldo argentino per scansare il tempo da lupi che c’è in Europa, a San Juan è stato accusato di abuso sessuale da una cameriera che ha voluto fare una foto con la Deceuninck-Quickstep e lì Keisse l’ha sfiorata con i suoi attributi impacchettati nei pantaloncini da corsa. Il ciclista si è pubblicamente scusato dicendo che è stata solo una goliardata, ma è dovuta intervenire l’organizzazione della corsa per espellerlo, mentre la Quickstep ha minacciato di ritirare tutta la squadra, e non avevo capito bene perché, finché la stessa ha boicottato il podio della quarta tappa, e quindi dubito che prenderà provvedimenti disciplinari. Ed è un peccato anche che questa vicenda faccia passare in secondo piano le cose positive fatte dagli altri ciclisti dello squadrone belga, dalle vittorie di Alaphilippe all’ottima cronometro dell’appena maggiorenne Evenepoel ma soprattutto il più che confortante risultato di Petr Vakoc che dopo un brutto incidente sembrava non potesse tornare a correre. Ma sul caso Keisse non vorrei scrivere nient’altro, perché non escludo che un giorno ci diranno qualcosa di diverso, come già successo con Sagan al Fiandre, e già l’atteggiamento della vittima lascia perplessi sia perché nella foto è in posizione da twerking sia perché dice di aver capito di essere stata tampinata e tamponata vedendo che nella foto tutti ridevano, ma io invece questa ilarità generale non ce la vedo, anzi, basti vedere l’espressione di Alaphilippe, e insomma qui il cosiddetto branco non c’entra ma poi ci torniamo sul branco. Però una cosa l’ho capita: Sagan, a un Fiandre vinto da Cancellara, sul podio toccò il sedere a una miss, poi dissero che era stata una manovra pubblicitaria, vabbe’, poi ci sono classiche belghe che in anni recenti hanno proposto locandine ammiccanti, poi Bakelants, sempre belga, disse che al Tour per il sesso ci sono le miss del podio, infine l’episodio di Keisse, allora capisco perché una formazione belga, come la Lotto Ladies, in un mondo in cui cicliste forti come Stricker e Zorzi non trovano ingaggio e si ritirano, continua a schierare Puck Moonen che come ciclista è davvero scarsina, ma su instagram e simili ha oltre 300mila followers allupati. Ma c’è una cosa della Deceuninck, da oggi forse Indeceuninck, che è una delle squadre più ricche e forti (la seconda è conseguenza della prima), che non mi è mai piaciuta comunque vada a finire la vicenda dell’ultimo seigiornista che è diventato l’ultimo dei ciclisti, cioè il fatto di essersi autodefiniti wolfpack, branco di lupi, quasi a ricordare il rat pack, il branco di topi, come la fascinosa Lauren Bacall definì Sinatra e compagni, e l’avrete sentito tante volte pure da Viviani, e il punto è che ci scherzano in maniera poco scherzosa, è un modo di divertirsi serioso, insomma a me personalmente la faccenda del wolpack non è mai stata simpatica. Vorrà dire che alla Roubaix tiferemo per Nicolino Terpstra, che è uscito dal branco, anzi no, come non detto, dimenticavo che dobbiamo tifare per un italiano, per non sentire più Beppe Conti dirci che, pensate, la Roubaix è l’unica classica monumento che gli italiani non hanno mai vinto nel terzo millennio, e allora tifiamo per il povero Puccio, povero si fa per dire.

Le pubbliche scuse di Keisse

 

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