Le vecchie lire

Forse seguendo poco la tivvù non posso sapere tutti gli spot che mandano, ma mi pare che appena si avvicina il Giro vengono precettati i due arzilli vecchietti che si ricordano di quando erano giovani, in tasca avevano poche lire ma si sentivano bene. Forse le menti del marketing pensano che il ciclismo è seguito soprattutto da spettatori eroici nostalgici del ciclismo eroico dei tempi eroici che avranno nostalgia anche delle lire eroiche, quelle che venivano attaccate con lo scotch, usate per prendere appunti o utilizzate per far circolare i messaggi più vari, e a volte le vedevi così malconce che ti chiedevi dove le conservavano i portatori poco sani di banconote e dentro i calzini a loro volta dentro le scarpe ti sembrava l’ipotesi più probabile. E, dicevo, quei pubblicitari lì avranno concluso che allora questo è il momento buono per pubblicizzare la ristampa delle vecchie lire. Spiacente ma a me non interessa questa offerta. Quando ero giovane e in tasca avevo poche lire a volte ci compravo i giornali di fumetti e, tra i tanti, resta memorabile quell’annata di Eureka, tra il 1983 e il 1984, in cui fu diretta a tempo determinato da Castelli e Silver che ne inventarono di tutti i colori, e l’unica banconota che mi interessa conservare è quella da tremila lire che fu allegata al numero di aprile 1984.

 

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