Non ancora familiari

Noi semplici telespettatori, rispetto a quello maschile, del ciclismo femminile possiamo seguire meno corse e per meno km, per cui di molte atlete conosciamo a stento i nomi, non le caratteristiche, tanto più se sono giovanissime e non sono tra le poche predestinate. Oggi tre di queste sono andate in fuga al Giro, Letizia Borghesi Chiara Perini e poi Nadia Quagliotto che ha relativamente più esperienza perché ha partecipato all’Europeo dell’anno scorso quando fece innervosire una ciclista forte ed esperta come Lucinda Brand che è abituata a sgomitare con Marianne, chissà, forse pure con i carrelli al supermercato. Però stavolta è stata la Quagliotto a innervosirsi nei confronti della Borghesi ma ugualmente stava vincendo la volata, però, nonostante l’arrivo shock di ieri che sarà rimasto impresso a tutto il gruppo, ha alzato le braccia troppo presto e sulla linea l’ha battuta di un niente proprio la Borghesi, per la sorpresa gioiosa dell’Aromitalia Vaiano che forse una vittoria non se l’aspettava neanche dalla capitana Leleivyte.

E pure Letizia Borghesi fa ciclocross.

Dei ciclisti maschi dicevo che ne sappiamo di più, conosciamo i ruoli, e sappiamo che se qualcuno non lo vediamo nel finale è perché ha lavorato prima. Eppure quando Teunissen ha vinto la prima tappa del Tour sul momento nessuno l’aveva riconosciuto. Ma sono bastati due giorni per poter far dire a quelli della RAI che l’arrivo di oggi era molto adatto a Teunissen come se lo vedessero sprintare da anni. Peccato che Teunissen si sia staccato su una montagnola perdendo pure la maglia gialla, ma se anche fosse arrivato con i migliori l’avrebbe persa lo stesso perché davanti se n’era andato Alaphilippe con un numero alla Gilbert prendendo tappa e maglia. Dopo l’arrivo Giovannelli ha intervistato il boss del vincitore, il famigerato Patrick Lefevere, e gli ha chiesto anche di Viviani dicendo che il treno nella prima tappa non aveva funzionato bene, ma Lefevere ha detto che il treno ha funzionato bene ma Viviani l’ha perso e che forse l’intervistatore aveva visto un’altra televisione. E questo è probabile, avrà visto la RAI che perde sempre più colpi.

C’era una volta in Belgio.

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