solo un qui pro chi

Nei giorni scorsi il sito di Rolling Stone ha pubblicato un articolo sull’ostinazione dei ciclisti a girare in bici che ha fatto arrabbiare il supercittì Cassani, rappresentante legale del Ciclismo italiano, e infatti di questo articolo ho saputo solo leggendo la Gazzetta che riportava una lunga lettera di Cassani. L’autore dell’articolo ha ricevuto le immancabili minacce di morte e Rolling Stone ha dichiarato che l’articolo era ironico e che il cittì avrebbe dovuto prima accertarsi di questa cosa. Quindi anche voi, se qualcuno vi offende e ve ne dice di tutti i colori, prima di controbattere accertatevi che si non stesse facendo solo della simpatica nonché arguta ironia. Dopo la lettera di Cassani e prima della replica di Rolling Stone sono stato costretto dalla curiosità ad andare sul sito di un giornale che per me non esiste, perché quello lì non l’ho mai preso in considerazione come giornale musicale, lo espongono in edicola ma neanche lo guardo, e devo dire che un piccolo dubbio mi era venuto non fosse altro che per le assurdità scritte. Però tutti i commentatori l’hanno preso molto sul serio e hanno rincarato la dose contro i ciclisti. Ma io, invece di stare a interpretare le intenzioni dell’autore, ho preferito cercare notizie su di lui per capire un po’ chi sia. Da anni usa uno pseudonimo e se digitate il suo nome sul motore di ricerca vi esce anche la definizione “fotografo guardone”. Costui infatti è anche fotografo e ha scattato di nascosto col telefonino foto alle donne milanesi, anche sotto le gonne. Qualche settimana fa su un altro post scrissi che in Italia è inutile proporre leggi di qua e leggi di là se poi non sappiamo che farcene, e infatti da quelle foto non sono scaturite denunce ma una mostra e un libro. E allora non mi sembra il caso di dare importanza a cosa scrive e con quali intenti un tipo così.

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