Me And Too And Everyone We Know

Ogni tanto magistrati o politici mostrano le statistiche, dicono: vedete, i reati sono diminuiti, di cosa avete paura? Forse è solo una percezione sbagliata della gente che gli sembra siano aumentati, dicono. Ma uno potrebbe dire sì, ma quei numeri lì mica sono i reati, sono solo le denunce, e se vogliamo parlare di percezione allora può darsi che la gente percepisce che i reati spesso è inutile denunciarli, la giustizia la percepisce come difficile da ottenere. Sarà così anche per le molestie? Nel ciclismo dicono che le prime sono state quelle di una squadra belga contro il loro direttore sportivo, così dicono. Ma in realtà prima ancora ci sono state delle pistard britanniche che hanno denunciato un tecnico della nazionale. Si domandano: l’Italia è un’isola felice? Un momento, se l’aritmetica geografica non è un’opinione e se fossero solo questi i casi, semmai sarebbero Belgio e Regno Unito a essere isole infelici. Ma poi arriva il cercatore di scandali, uno che da solo tiene testa a tutta la cosiddetta rosea la quale però preferisce gli scandali legati al doping e ai motorini, e il giornalista che scrive i libri con il banchiere dice che anche in Italia sarebbe successo qualcosa. Gli articoli più forti sono usciti su un quotidiano che mi rifiuto di comprare non tanto per l’indirizzo politico quanto piuttosto per il linguaggio, però leggendo qua e là su internet sembra che il giornalista non faccia nomi, citi un’accusa del commentatore contro tutti, che però non ha nomi da fare neanche lui ma avrebbe invitato una ragazza a denunciare, e poi quel giornalista chiede al Presidente a vita che risponde che senza denunce, senza nomi, non si può fare nulla. Interviene pure il Capo dello Sport che promette un’inchiesta, sempre che ci siano denunce con tanto di nomi. Qualcuno dice che in Italia la vicinanza delle famiglie agli atleti può evitare le molestie, io ricordando quando negli anni 90 potevo seguire da vicino una gara per allievi che si correva in centro città direi meglio se le lasciamo stare le famiglie, però in effetti a volte può essere vero, se si pensa alle figlie d’arte che sono presenti anche in nazionale, seguite da vicino dai padri che sono anche i loro allenatori o diesse, almeno quelle non credo corrano pericoli. Però qui sembra ci si riferisca a qualcosa che sarebbe accaduto nello scorso decennio, e allora non c’è problema, anzi non c’è fretta, perché se le potenti attrici di Hollywood hanno insegnato qualcosa alle molto meno potenti lavoratrici nel mondo, sportive comprese, facendo due conti direi che dopo le Olimpiadi del 2024 o quelle del 2028 qualche accusa verrà fuori.