La Zeriba Suonata – l’estate sta finendo ma detto meglio

Un’altra etichetta che dice poco è “prog”, che negli ottanta bastava a far storcere il naso a punk e new wavers, anche se proprio la new wave, soprattutto con i gruppi più loookosi, finiva per confinare a volte con il prog. Basti pensare ai Japan, che non cito a caso perché da loro derivarono i Rain Tree Crow e poi i Porcupine Tree del futuro prezzemolone Steven Wilson, il quale poi, con il protagonista di questo post, Tim Bowness, formò i No-Man. Tim Bowness, tra tante collaborazioni e partecipazioni, ha trovato il tempo anche per una carriera solista che ha già prodotto  vari album, il secondo dei quali ha l’evocativo titolo Abandoned Dancehall Dreams (InsideOut Music, 2014), come evocativa è la copertina di Jarrod Gosling. E infatti qui c’è musica pacata, niente a che vedere con la pompa magna di Genesis e Yes, la sua influenza principale è piuttosto Peter Hammill con o senza VDGG e poi l’immancabile Scott Walker fissa di tanti britannici, e in più Bowness ha una voce che mi ricorda quella di Paddy McAloon, e Songs Of Distant Summers sembra quasi un pezzo dei Prefab Sprout, altro che ELP.

Quella è la nostalgica canzone delle canzoni delle estati lontane, ma nell’album successivo dal titolo meno evocativo ma più lungo Stupid Things That Mean the World (InsideOut Music, 2015), c’è una canzone che parla proprio della fine delle vacanze, a leggere il testo non proprio allegra, ma non per il semplice motivo che l’estate sta finendo: At The end Of The Holiday.