La Zeriba Suonata – specchi

Salve, sono uno specchio. L’altro giorno è venuta da me Angel Olsen, una di queste cantanti americane che sembra che i guai li hanno passati tutti loro, ma almeno invece di andare a piangere in televisione ci tirano fuori belle canzoni, ma poi sulla faccenda questo blog ne trarrà un post consuntivo la prossima settimana, dicevo che Angel Olsen si è specchiata e mi ha chiesto: Mirror, mirror on the wall, who’s the fairest of them all? Penso che con them all si riferiva a tutte quelle cantanti disgraziate che dicevo, e lì è una bella lotta, però avrei voluto dirle Cosa ti importa della bellezza? Qui conta la musica, e Angel Olsen ha già fatto dei dischi ma io l’ho scoperta solo con l’album di quest’anno, All Mirrors pubblicato da Jagjaguwar, che i critici dicono sia stato un bel passo avanti, e in effetti di tutta la caravella delle donne perdute lei mi pare la più eclettica: Spring sembra St. Vincent prima di incontrare Byrne e Too Easy parte con una sezione ritmica cupa degna dei primi Cure e finisce leggera come i meglio Cardigans, Chance è una canzone americana classica mentre Endgame è da colonna sonora cinematografica e All Mirrors ricorda Kate Bush. Beh, alla fine alla Olsen ho risposto: La più bella sei tu, e non mi sono sbilanciato perché è la stessa precisa identica risposta che darei se venissero a specchiarsi Weyes Blood, Marissa Nadler, Emily Jane White e via cantando.

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