La Zeriba Suonata – sbattuti a Pordenone

Decenni fa già alla visita militare per far familiarizzare i ragazzi con l’ambiente minacciavano quelli che non si comportavano bene di sbatterli a Pordenone, forse perché è una città al confine, ma nonostante Caserta sia quasi al centro pure mi chiedevo se per contro quelli di Pordenone li minacciavano di sbatterli a Caserta. Tanto, le probabilità statisticamente erano alte, Caserta ai tempi del servizio di leva obbligatorio era piena di caserme, ed enigmisticamente si tratta di un cambio di consonante: Caserta-caserma, e pare che pure Stendhal già ai tempi del Grand Tour si lamentò di questa cosa. Però in quegli anni lì a Pordenone succedeva qualcosa di grosso, anzi di grande, un Grande Complotto, proprio così, The Great Complotto, ma non roba da cospirazionisti, roba da punk, un movimentato movimento, una cosa multimediale forse meno squillante di quello che succedeva a Milano ma una delle vicende fondamentali della storia del punk italiano, a livello della scena di Bologna, e se non ne sapete molto ma siete curiosi potete cercare il cofanetto libro+CD+altro che la Shake Edizioni realizzò qualche anno fa (titolo quasi ovviamente: The Great Complotto). E di questa cosa i pordenonesi  vanno ancora fieri, e forse non ne usciranno mai vivi. Prendiamo i Tre Allegri Ragazzi Morti, quando Toffolo e compagni si sono guardati allo specchio, però senza le maschere, e hanno contemporaneamente avvertito dolorini qui e lì, hanno capito che non potevano continuare a fare gli adolescenti, però da adulti gli prendono i 5 minuti di nostalgia per il glorioso passato e cantano di una città dove c’erano i punk meglio vestiti al mondo, un po’ come dire il nano più alto del mondo, ma va bene così. Tutto questo succede in Calamita, brano con chitarrine alla REM tratto sempre da Sindacato dei sogni, nel cui video c’è una ballerina online che balla con sullo sfondo un disegno di Alessandro Baronciani, pesarese.