Cartolina dalla Zeriba

Agli spettacolari mondiali su pista di Berlino la zeriba è affollatissima di ciclisti, tecnici, dirigenti, giudici, miss e altri personaggi e nessuno porta mascherine né guanti se non da ciclista.

kunnen we beginnen

I ciclisti italiani del passato sembravano più casalinghi rispetto a quelli degli ultimi 2/3 decenni, ma non sempre era così, certo per loro era più importante il Giro di Toscana che quello delle Fiandre ma fondamentalmente andavano dove si guadagnava, e allora si poteva correre anche nelle classichette belghe, e il sito di Het Nieuwsblad in una fotogallery della corsa che organizzano dal 2009, quando hanno preso il testimone, si dice così, da Het Volk, e che oggi come sempre apre la stagione fiamminga, c’è una rara foto di Fausto Coppi nell’edizione del 1948. Possiamo partire.

De “Reiger”

venerdì in coriandoli

C’è stata martedì scorso una diretta su RAI3 dal Carnevale di Viareggio dove c’era un carro con il pupazzo di Greta e l’ideatore ha detto che l’anno scorso ne avevano fatto uno con Frida Kahlo.

Poi qualcuno ha detto che Greta sicuramente ci salverà tutti ma il suo staff dovrebbe consigliarle di vestire meglio.

Qui invece qualcuno che evidentemente non trovava abbastanza persone su cui spruzzare le schifezze spray le ha usate per disegnare sui tronchi degli alberi della villetta in pieno centro.

Pensare positivo

Sono iniziati i mondiali su pista a Berlino e il direttore di Cicloweb, un sito spesso polemico con le cose istituzionali fino a beccarsi qualche querela e sempre orientato al buon senso, ci racconta di una città in cui non ci sono né la psicosi del coronavirus né la diffidenza verso gli untori cinesi e italiani. Eppure, a pensarci bene, in questa vicenda qualcosa di positivo per il popolo sovrano italiano possiamo trovarlo, sia nei tutorial su come lavarsi le mani ché forse ce n’è bisogno, sia soprattutto perché forse ad alcuni, i cui bassi istinti spesso latenti sono stati legittimati da politici e giornalisti di bassa lega, potrebbe far bene provare a sentirsi sgraditi e discriminati per il paese da cui si proviene anche se si vuole scendere solo un attimo a fare il bancomat alle Cayman. E allora, dato che in Germania non c’è la psicosi, si può dire, senza rischio di quarantene, che le italiane dell’inseguimento a squadre non sono in grande forma perché hanno avuto l’influenza, che poi erano solo malanni di stagione, e pure Paternoster non sappiamo, tra un video e l’altro, quanto tempo abbia avuto per allenarsi. Sono andati meglio i maschi che, per il regolamento della gara, sono arrivati solo terzi nonostante abbiano fatto il viceprimato mondiale su una pista molto veloce. Ora, dato che la maggior parte degli appassionati sono stradofili, probabilmente staranno pensando come potrebbero andare forte su strada questi ragazzi, ma qualcuno avrà le sue opportunità dopo le olimpiadi, e poi stanno prendendosi in pista le loro soddisfazioni, basti pensare a Consonni che subito dopo si è preso l’argento nello scratch in una gara in cui a sentire i commenti si è verificata una strana trasformazione perché il vincitore Karaliok, che non è veloce e cerca la fuga, in pochi giri da uno che stava spendendo troppo è passato all’essere uno che succhiava le ruote. Ma tornando ai rimpianti stradali, non è il  caso e guardate i danesi che hanno vinto e stracciato il primato mondiale: il più forte e titolato Lasse Norman Hansen è un gregario di Van Der Poel (anche lui influenzato, gulp!), per cui guardate il bicchiere mezzo pieno, possibilmente dopo averlo lavato bene, guardate il lato positivo delle cose e tenete conto che pensare positivo non è copyright di quel cantante col nome scemo.

modesta previsione per il futuro venturo

Anche chi vede poca tivvù, cercando di evitare notiziari e programmi sensazionalistici, avrà notato in questo periodo l’abbondanza di epidemiologi e virologi, che per ora mi sembrano per lo più tristi professoroni. Ma se ne scovassero di più glamour, passata l’emergenza del virus, come già successo con psichiatri e criminologi, potrebbero diventare opinionisti e anche giurati di talent.

La Zeriba Suonata – Lui balla da solo

Potevamo capirlo già dai tempi di Lonerism che i Tame Impala avevano l’impressione come se andassero solo indietro però lo facevano ballando, e se in questo modo allora indietreggiavano ai tempi della psichedelia poi si sono persi nel passato e con il nuovo album Slow Rush si sono ritrovati in un locale da ballo, in cui probabilmente il factotum del gruppo Kevin Parker balla da solo. E che lui sia un tipo solitario lo si può capire dal titolo dell’album del 2012 e dalle foto nel libretto interno di questo nuovo disco.

Ma ascoltateli pure senza rimpianti per quello che poteva essere, se non altro perché difficilmente lo sarebbe stato: non è che pezzi come Feels Like We Only Go Backwards ne puoi scrivere uno all’anno.

a chi tanto e a chi niente

Nel fine settimana si è corso in Francia, Spagna, Portogallo e Turchia, come del resto da inizio mese, e in Italia niente, ma non per lo stop alle gare voluto dal CONI, bensì per la desertificazione del calendario nazionale. Radiocorsa ci ha raccontato di Paolo Simion, ex promessa che qualche anno fa nell’omnium provava a succedere a Viviani dopo l’oro di Rio, ma la squadra con cui è passato professionista, la sconclusionata Bardiani, bandisce la multidisciplinarietà e quindi ha lasciato la pista, ha vinto una tappa al Giro di Croazia e quest’anno non è stato confermato e ha trovato una squadra solo in Cina, e il risultato è che non ha ancora corso e anzi non è neanche partito da casa. C’è chi non corre per niente e chi corre troppo. In questo periodo si gareggia su strada nei paesi più caldi mentre in Belgio è appena finita la stagione del ciclocross. Nelle ultime gare non c’era Mathieu Van Der Poel che si è preso una breve pausa prima di iniziare la stagione su strada, ma diciamo che essendo un personaggio di lui sappiamo tutto o quasi mentre sappiamo meno dei compagni di squadra crossisti, che pure stanno facendo lo stesso, e più di tutti Tim Merlier che l’anno scorso si faceva tranquillamente le sue corsette su strada ma migliorava in volata fino a vincere il titolo nazionale. E allora perché terminare anzitempo la stagione su strada invece di sfruttare il buon momento? E ha continuato a correre e anche a vincere. Solo che ridendo e scherzando è iniziata la stagione del ciclocross, che dura pochi mesi e mica uno che non è una star puoi permettersi di accorciarla? E allora Merlier ha tirato dritto e forse questa è stata la sua migliore annata, conclusa con il mondiale. Poi breve pausa come il capitano, veloce ritorno dopo un paio di settimane come il capitano, e ieri ha vinto in Turchia: la smetterà prima o poi. Ma forse nessuno fa meglio, o peggio, dipende dai punti di vista, di Eva Lechner che è come se ai box si fosse fermata per cambiare la bicicletta e avesse lasciato quella da cross per saltare sulla mtb.

Se c’è uno che avrà difficoltà ad apprezzare lo stakanovismo di Merlier è l’italiano Fortin arrivato secondo.

La Domenica della Zeriba – Storia del Re cialtrone

Oggi non vi propongo né favole né fiabe ma la storia  di un Re e mi scuserete se tratto anche argomenti scabrosi ma con i regnanti e i cortigiani inevitabilmente si finisce a parlarne. Consiglio pertanto ai minori di leggere questo racconto in compagnia dei genitori purché non siano militanti del MOIGE.

Storia del Re cialtrone

Il Primo Ministro Baiocchi avrebbe voluto essere un abile stratega, un politico capace di tessere tele in cui intrappolare gli altri Stati, ma ogni tanto gli pigliavano i cinque minuti, sputava fuori quello che pensava veramente, e tutto il lavoro diplomatico fatto con tanta attenzione cadeva come un castello di carte quando colui che con tanta cautela l’ha eretto all’improvviso indica a un compare una cortigiana scollata e col dito indice butta tutto giù. Il Generale Zampetti era stato nominato a capo delle Forze Armate perché era il più anziano e più elevato di grado e però non era più in grado, voglio dire non era più in grado di fare il comandante, perché era ormai talmente rincoglionito che non azzeccava più una mossa. Il Cavalier Ardesio al Bar del Castello si vantava di molte ed eroiche imprese, ma nessuno era mai stato testimone di almeno una di queste, né a nessuno interessava eventualmente smentirlo. L’unica Realmente interessata ad ascoltarlo era la giovane e bella Regina Santilla, con la quale Ardesio riusciva ad essere più coinvolgente, soprattutto quando la montava a guisa di cavalla per meglio compenetrarsi nel racconto delle sue imprese equestri. Il Santone Borghetti, monaco consigliere del Re, ritenuto l’eminenza grigia del Regno, in realtà si preoccupava soprattutto di combattere il Demonio che cercava, a suo dire, di impossessarsi della Regina Santilla. Secondo lui il Demonio cercava di entrare nella Regina attraverso i pertugi che il corpo umano naturalmente offre e pertanto li vegliava costantemente e, quando ce n’era bisogno, vi entrava lui stesso con ogni mezzo, per scacciare il Demonio e fargli capire lì chi comandava. Pertanto gli unici consigli che dava al Re erano su dove dovesse andare, con una scusa qualunque, per toglierselo dalle scatole e poter prendersi cura, indisturbato, della Regina. Il ritrattista di Corte, Baschiatti, era bravo soprattutto a dipingere paesaggi, nature morte, ma con l’anatomia era scarso. Però doveva fare i ritratti, e allora impiegava moltissimo tempo a farli, cancellava, correggeva, rifaceva, poi alla fine comunque veniva fuori una mezza schifezza e il quadro veniva riposto nelle Reali Soffitte. I ritratti che gli richiedevano più tempo erano quelli della Regina, che lui convinceva a posare nuda perché la sua bellezza fosse immortalata, tramandata a imperitura memoria, e assurgesse a universale canone di bellezza nei secoli dei secoli amen, diceva lui. Il Medico di Corte Dottor Pedìculo era molto insicuro, e ad ogni sintomo accusato dal Sovrano dichiarava l’opportunità di sentire un secondo parere, accrescendo così la Regale Ipocondria. Però questo accadeva solo col Re, perché con la Regina egli non richiedeva mai un secondo parere, profondendo responsabilmente tutte le sue energie e la sua scienza in attentissime visite, in cui la faceva spogliare, e poi tastava, palpava, approfondiva, per poter giungere a certa conclusione, e in genere concludeva che la regina era sanissima e in ottima forma. Ecco, la Regina Santilla, lei voleva solo una cosa: insisteva col Regale Consorte perché si annettesse uno stato, uno qualunque, anche piccolo, purché avesse uno sbocco a mare, in modo da poter fare i bagni a gratis. Il Re infine, Marsupio III, portava la corona e, come tutte le teste coronate, era un cialtrone, e quindi non vale neanche la pena di stare qui a parlarne.