La Zeriba Suonata – il tempo rende ingiustizia

Sono anni che non seguo Sanremo quindi in merito non ho niente da dire, ma mi accorgo che i motivi per cui non lo seguo non sono musicali, in fondo pure le riviste di settore propongono tanta roba di scarso valore. Il primo scoglio per me sono i presentatori, Fabiofazio era il più insostenibile ma è acqua passata però Amadeus direttore artistico si candida come ossimoro del 2020. Un’altra cosa che mi scoraggia è la durata, i più giovani stenteranno a credere che negli anni 70 e forse anche 80 ci fossero varietà che duravano massimo un’ora ma anche meno, poi la dilatazione dei tempi fu voluta da Pippo Baudo mi pare, ma a farmi stare davanti a uno schermo per tanto tempo ormai ci riescono solo le corse sulle pietre. E poi l’ultima causa, che contribuisce anche ai tempi lunghi, sono gli ospiti non pertinenti: dai giornalisti ai premi nobel, dagli astronauti ai politici dismessi ci sono passati tutti, manca solo qualche discendente dei Catari a denunciare il massacro degli albigesi. E quest’ultima cosa non so se sia dovuta alla vocazione didascalica della RAI che viene fuori raramente e sempre fuori luogo o se è un senso di colpa per la scarsa qualità dello spettacolo in corso o della programmazione RAI in generale, ma se fosse vera l’ultima ipotesi basterebbe disinfestare la programmazione da tutto il gossip e le liti che ci sono altrove. In questa edizione mi sembra che ci siano più partecipanti che abbiano già un loro pubblico qualsivoglia e meno di quelli che devono cercarselo come i talentati e meno cantanti pescegatto che non riescono a sopravvivere più di tanto fuori da Sanremo. Però continua il mistero, almeno per me, di Michele Zarrillo e mi chiedo se viene iscritto d’ufficio o se ha le chiavi dell’Ariston, non so. Non ho ascoltato quasi niente, su youtube ho cercato l’esibizione degli Eugenio In Via Di Gioia che confermano le mie perplessità: mi sembrano tipi che di fronte a un bivio svoltano da entrambe le parti, confusionari e ancora incapaci di scrivere versi che suonino bene. E poi per i gruppi che a Sanremo sono solo di passaggio c’è sempre la tentazione di scrivere canzoni che siano eccezionali, e in questa categoria il caso più aberrante furono gli Statuto con Abbiamo vinto il Festival di Sanremo. Bugo non l’ho neanche cercato, si è messo a frequentare cattive amicizie e poi ha litigato in diretta, ma è meglio se torna a casa in tutti i sensi, se torna a fare il casalingo. Poi per caso su un canale musicale ho sentito i Pinguini Tattici Nucleari, una canzoncina da poco, loro hanno scritto il libro a fumetti preventivamente, e non ho nulla contro i libri dei musicisti, però negli stessi giorni in cui ho difficoltà a ricevere il Poema dei lunatici di Cavazzoni vedere che della stessa casa editrice si trova dappertutto il libro di Enrico Ruggeri un po’ mi fa incazzare. Nei giorni del Festival in RAI si parlava di Sanremo dappertutto e mentre facevo colazione pochi minuti di un talk show televisivo pure mi ha fatto pensare alcune cose. Intanto hanno fatto vedere un pianista tutto colorato e mi sono chiesto cosa ci faceva Elton John a Sanremo, forse era morto qualcuno, ma non era lui bensì Gualazzi che è la dimostrazione di come a Sanremo ci sia discriminazione di genere, basta che una canzone o un musicista abbiano qualcosa che vagamente può richiamare il jazz e subito ascende al livello di musica buona, anche se è robetta, nello specifico si continua a vedere eredi di Paolo Conte dappertutto, ma guardate bene, non ce ne sono. Poi si è iniziato a parlare di giovani e vecchi e a interpretare i gusti dei giovani c’era l’attore Silvestrin che già 20 anni fa recitava il ruolo del viggéi rigoroso e anche litigioso, e per l’occasione si è presentato con una pettinatura da giovane, di quale epoca non saprei dire, ma almeno questo giovane stagionato ha detto in pratica che anche i pezzi con la chitarra erano roba vecchia, ma qui il discorso si fa più ampio e sono cose che constato in me e anche negli altri. Voglio dire, anni fa anche se il cinismo già si diffondeva cedevo il posto alle persone anziane in coda o sui treni e il bello è che ora mi viene istintivo farlo ancora ma invece mi toccherebbe il contrario, e invece adesso è più facile che un ragazzo in fila al supermercato chieda di passare avanti perché deve pagare solo una stronzata e sembra abbia fretta di tornare al suo nulla, non è una mia fantasia basta vedere dove e cosa va a fare, cioè niente, eppure dovremmo avere più fretta noi diciamo meno giovani visto che il tempo restante diminuisce e diventa sempre più prezioso, ma il discorso più in generale è che mi sembra che la nostra percezione delle cose si fissi a una certa età e forse neanche fare un figlio è più sufficiente a far capire che si invecchia, per cui niente di strano che un attore di mezza età faccia il portavoce dei giovani. Più nello specifico di Sanremo si diceva che c’era più musica per i giovani appunto, ma quelli che sono o iniziano a essere vecchi rendiamoci conto che giovani lo sono stati non ai tempi di Nilla Pizzi o Gino Latilla ma a quelli del rock o dello shake o degli urlatori cioè quando si iniziava a fare musica per i giovani e quindi dovrebbero essere comunque meno portati per il classico che non si sa bene cosa sia. E qui c’è un’altra cosa interessante, il fatto che si spaccino ormai per grandi  vecchi quelli che erano protagonisti e anche vincitori nelle edizioni in cui tutti si lamentavano della qualità delle canzoni, non so se sia effetto della nostalgia, canaglia of course, ma è la dimostrazione che non è vero che il tempo rende giustizia, e qualcosa di simile si vede anche in altri campi, basti pensare che alle elezioni europee Berlusconi sembrava il baluardo contro i populismi. Semmai, tornando al discorso delle età, il Festival cerca i giovani e non più gli stravecchi perché continua a ignorare le orchestre da ballo, confinate nella riserva Cantando Ballando e che però il loro pubblico e i loro fans club ce li hanno, e faccio pure un nome, una come Marianna Lanteri a Sanremo la vedrei bene. E poi ci sono gli ospiti stranieri, in anni in cui non era facile ascoltare e tantomeno vedere certi musicisti anche un passaggio a Sanremo andava bene, ma rimaneva poca cosa, gli Smiths hanno fatto sicuramente di meglio nella loro carriera, e per restare impresso nella memoria quel sarchiapone di Peter Gabriel si inventò un raid aereo con una liana sulle teste del vetusto pubblico sanremese, ricordato quindi non certo per la musica. E mi sono chiesto chi vedrei bene come ospite dei personaggi che mi sono piaciuti di più in questi anni. Le Warpaint sarebbero sprecate, una canzoncina e via, per dare il meglio hanno bisogno di scaldarsi jammare e fare casino, la fascinosa Aldous Harding potrebbe anche andare, ma, tenendo a mente la lezioncina di Gabriel, vedrei bene Holly Herndon: potrebbe non piacere ma shockare shockerebbe, o almeno disorienterebbe.