strade in bianco

Su questa faccenda del Coronavirus c’è confusione, non si può prevedere come evolverà l’epidemia in Italia e nel mondo, i provvedimenti possono differire da una zona all’altra o da un giorno all’altro e quelli adottati possono essere diversi da quelli annunciati, a volte in  preda a crisi isteriche, per cui non è chiaro cosa succederà nello sport, anche perché la centralità degli sport di squadra fa parlare di gare a porte chiuse e la chiudono lì. E già per questi sport sarebbe da chiarire se in caso di fallo l’autore sarà espulso e quello che l’ha subito messo in quarantena e se dopo un gol o altra azione equipollente per i giocatori rimarrà il divieto di abbracciarsi e se festeggiare togliendosi la mascherina sarà più grave che farlo togliendosi la maglietta. La faccenda si complica con il ciclismo in cui si gareggia all’aperto e in Italia sono imminenti corse molto importanti. Ieri sera il sito fiammingo Het Nieuwsblad, che quasi non parla d’altro, annunciava l’annullamento delle corse italiane mentre il sito della Gazzetta, quindi degli organizzatori di RCS, parlava solo dei ciclisti bloccati negli Emirati e il sito della Federazione preferiva parlare delle gare di giugno, hai visto mai migliorino le cose. E allora potrebbero esserci delle scelte diverse caso per caso. Per le Strade Bianche è ipotizzabile correre a porte chiuse, facendo tre giri di campo, cioè di Piazza del Campo a Siena, e potrebbe vincere anche una bici “scossa” cioè senza più il corridore, e in tal caso tra i favoriti ci sarebbero i noti cascatori Porte e Pozzovivo. Se ci fossero limitazioni territoriali la Sanremo potrebbe partire dal Turchino e così si otterrebbe pure di tagliare la parte noiosa, anche se in verità a tale scopo si dovrebbe partire direttamente da Costarainera. E se si vietasse l’accesso al pubblico cosa si dovrebbe fare, disperdere i tifosi con i lacrimogeni, semmai gentilmente prestati dai fans di Bonifazio? Intanto già ci sono squadre straniere che non intendono partecipare rischiando sanzioni dall’UCI che in realtà sta a guardare ed è meglio perché meno dice meno danni fa dato che ha raccomandato di non usare la stessa penna al foglio firma e non si capisce se i ciclisti devono portarsela da casa. Ma i dubbi rimangono anche per appuntamenti più lontani come le Olimpiadi. In Giappone dicono che in fondo c’è tempo fino a dicembre per lo svolgimento, e allora se le olimpiadi estive dovessero svolgersi in inverno non ci sarebbero più scuse per tenerne fuori il ciclocross.

Piazza del campo senza uomini né cavalli.