Perline di sport – For Emma, forever ago

Dicono il servizio pubblico, ma la RAI deve fare ascolti e per questo deve riproporre filmati di eventi importanti con nomi importanti, e allora ecco i pallosi e verbosi Dedicato a e le raffazzonate puntate di Cento giri, con la puntata dedicata a Gimondi e il Cannibale dove si intromettono Fuente e Baronchelli e si perde il filo della rivalità, e poi quella intitolata a Moser Saronni e il cattivo e non si capisce chi era il cattivo, tanto più se definito tale in confronto a quei due, Gengis Khan non mi risulta corresse in bici. E allora ecco la Zeriba pronta a supplire proponendo il ciclismo meno visto, ad esempio quello femminile. Una delle pupille di questo blog è stata la timida svedesina Emma Johansson, che ha vinto molto ma nelle competizioni più importanti ha raccolto solo tantissimi piazzamenti, niente titoli mondiali come Marianne Berglund e Susanne Ljungskog, niente titoli olimpici come Bernt Johansson e prima Gosta Pettersson e i suoi fratelli, niente Giro come Gosta da solo, però era più bella ma questo non c’entra, o forse sì, non lo so, ma diciamo piuttosto che la sua regolarità la portò al primo posto nel ranking UCI negli anni migliori di Marianne Vos. Tra le sue vittorie più importanti, oltre al Trofeo Binda, ci fu la doppietta nell’Omloop Het Nieuwsblad nel 2010 e nel 2011, anno in cui già si fece apprezzare una giovanissima Elisa Longo Borghini.

Per esempio nel 2011 arrivò terza Chantal Blaak che toma toma un mondiale l’ha vinto.