La Domenica della Zeriba – La Noce del Capo Collo

Il racconto di oggi può contenere tracce di frutta a guscio.

La Noce del Capo Collo

Il figlio degli Agramante è pazzo, questo pensa la gente. Ma per fortuna non si tratta del maggiore, quella sarebbe stata una disgrazia familiare, ma del secondo. Gli Agramante avevano un fondo sul Capo Collo che coltivavano e gli fruttava abbastanza per poterci vivere e anche per far studiare i figli. E infatti il figlio maggiore Asso si dimostrò subito sveglio e capace, si laureò in una importante università e poteva ereditare l’azienda familiare e farla prosperare. Invece il secondogenito Zino era lento e distratto e poi faceva cose strane come salire sugli alberi a guardare gli uccelli più da vicino, a stento si prese il diploma e in famiglia lo compativano. Però, quando i genitori furono chiusi nella casa di riposo, il figlio Asso chiuse l’azienda agricola, niente più coltivazioni, e sul terreno fece costruire un maneggio dove i figli delle famiglie bene potevano andare a cavalcare. La nuova attività non portava più guadagni della vecchia però forniva ad Asso occasioni per intrecciare relazioni e affari con gente che i soldi quelli veri li aveva e quindi il giovane si inseriva in investimenti e manovre varie. Ma un bel giorno, si dice così a prescindere, Asso fu arrestato e dopo pochi altri giorni fu trovato morto in carcere, non si sapeva se si era suicidato o in qualche modo l’avevano ucciso per non farlo parlare, e il terreno che non fu sequestrato passò al fratello minore. A lui piacevano molto le noci e allora decise di piantare un noceto sul suo terreno che producesse le noci più buone del mondo. Ed effettivamente e anche un po’ a sorpresa i noci diedero frutti e Zino avviò la produzione della Noce del Capo Collo, il cui commercio aveva degli alti e bassi, non si rivelò poi un grande affare, e questo per la gente confermava che Zino era uno sciocco, a volerne dir bene. Però non bisognerebbe mai limitarsi ad ascoltare solo le persone ma sentire anche il parere degli animali. Per esempio un giorno la ghiandaia chiese allo scoiattolo se era vero quello che diceva la gente di Zino e lo scoiattolo rispose che lui sapeva solo che quelle noci erano le più buone del mondo, e allora la ghiandaia stava per chiedergli come faceva a dirlo, cosa ne sapeva lui del mondo, ma si trattenne in tempo perché lo scoiattolo sicuramente avrebbe tirato fuori la solita storia mille volte sentita e nemmeno una volta creduta di quando era stato in America.