La Domenica della Zeriba – L’Isola controvento

Qualche tempo fa ci fu una notte molto ventosa. La mattina dopo al risveglio trovai sul balcone, tra foglie e piccole bacche, una pagina forse strappata da qualche libro di viaggi con la descrizione di un’isola di cui poi non ho trovato traccia sull’atlante. Ve la trascrivo qui, tra i lettori qualcuno potrebbe saperne qualcosa.

L’Isola controvento

C’è un isola dove tira sempre vento, quest’isola aveva un nome ma nessuno se lo ricorda perché quando piantarono il cartello con quel nome scritto sopra il vento lo fece volare nell’oceano e allora per tutti quella è l’Isola controvento. Gli alberi crescono piegati e anche le case si piegano perché man mano che si mettono i mattoni uno sull’altro o le assi di legno il vento li sposta o li incurva. La gente ha imparato a camminare ricurva e ormai lo trova naturale e vanno meglio le persone basse che quelle alte. Quando si pettinano gli isolani aggiungono al gel un po’ di colla vinilica oppure miscelano la brillantina con la colla arabica. Coltivare alberi da frutta non rende perché appena crescono i frutti il vento li porta via nel mare o addirittura su un’altra isola qualche miglio più in là nell’oceano, dove gli abitanti potrebbero mangiarla senza essersela sudata. Neanche l’allevamento è molto praticato, galline o agnelli se li porterebbe il vento, vanno bene solo i bufali e anche gli ippopotami andrebbero bene ma, chissà perché, il latte di ippopotama nessuno lo vuole. Allora voi penserete che gli abitanti di quell’isola muoiono di fame e invece no, perché mangiano pesci e senza neanche doverli pescare visto che ci pensa il vento a portarli sulla spiaggia. L’unico problema è accendere il fuoco per farli alla griglia, si spegnerebbe sempre, e allora mangiano pesce crudo che, a sentire le notizie che porta il vento, in paesi lontani è un cibo molto apprezzato.