Perline di Sport – Lieutenant Bruyère

Adriano De Zan definiva “luogotenenti” quei gregari che non si limitavano a portare l’acqua e tirare il gruppo o spingere il capitano, ma potevano essere anche dei consiglieri e soprattutto a volte avevano le loro occasioni di correre per vincere e casomai vincevano davvero, per esempio Palmiro Masciarelli supergregario di Moser oltre che capostipite di una famiglia numerosa di ciclisti. Ma erano comunque tempi in cui all’interno delle squadre, meno numerose di quelle di oggi che arrivano anche a trenta ciclisti, i ruoli erano più netti e il capitano, gira e gira, era sempre lo stesso. Figuratevi allora i gregari di Eddy Merckx che voleva vincere pure i traguardi volanti. Il vallone Joseph Bruyère, nato appena oltre confine a Maastricht, passò professionista nel 1970 e fu un fortissimo gregario di Eddy Merckx ma, quando iniziò il declino del capitano, Bruyère riuscì a vincere tappe di Grandi Giri, indossò pure la maglia gialla, e soprattutto vinse due volte la più importante corsa dalle sue parti, la Liegi Bastogne Liegi, nel 1976 e nel 1978, sempre per distacco. Nella telecronaca della seconda vittoria potete ammirare lo stile orrendo del compagno di fuga Michel Pollentier, la spinta che costui riceve da un tifoso definita “scandalosa” dal cronista, l’arrivo scenografico sul Boulevard de la Sauvenière, e si può anche notare la differenza del percorso in cui la selezione si faceva sulle Côtes de la Redoute e des Forges. Bruyère però seppe vincere anche sulle pietre di Fiandra portandosi a casa tre Het Volk, di cui l’ultima pochi giorni prima del ritiro nel 1980.

La figurina di Bruyère