Aspettando l’Afase 0

Purtroppo in questo paese l’opinionismo è diventato una piaga peggiore anche del cantautorato e tutti ritengono di dover dire la propria sugli argomenti di cui si parla in televisione, che è una cosa davvero  ridicola in un paese di ignoranti, che per di più si vantano di esserlo al punto che ci sono anche programmi televisivi basati sull’orgoglio di essere ignoranti oltre che tamarri, e che poi vogliono essere governati da persone come loro: ignoranti buzzurri maleducati cialtroni e sbrodoloni. E il fatto di voler soprattutto non dire cosa si sarebbe dovuto fare ma dire con certezza che si è sbagliato tutto è tanto più assurdo in vicende come quelle del coronavirus in cui si intrecciano aspetti medici economici e sociali. Ora siamo nella fase due, se qualcuno davvero si illudeva che la gente potesse migliorare, riflettere sulle cose importanti e trarne le conseguenze, beh, quel qualcuno sarà rimasto deluso, e ora è la fase delle lamentele, di cui c’è sempre da sospettare, soprattutto quando si dispensano soldi, in un paese in malafede praticante l’arte del chiagnere e fottere non circoscritta solo al sud, anche se da Napoli viene una delle lagnanze che più lasciano perplessi, cioè quella degli artigiani dei presepi, che non mi risulta siano il primo pensiero dei consumatori durante la bella stagione ma forse sono io ignorante in materia. Ma i più insistenti in questa fase sono i proprietari di locali in cui si mangia e si beve, cioè quegli esercizi che nella fase meno uno erano molto meno presenti quando si trattava di versare tributi e molto più portati per l’occupazione di suolo pubblico e l’inquinamento acustico, in questo aiutati dagli avventori che lì si impegnano a dare il peggio di sé, e anche per quanto riguarda il rispetto delle norme igieniche e il lavoro nero ci sarebbe da dire. La norma più contestata è la distanza di un metro tra un tavolo e l’altro che mi viene da pensare non sarebbe male renderla invece definitiva, a meno che agli avventori di cui sopra non interessino le chiacchiere ai tavoli accanto e semmai ammirare qualche cliente che con l’unghia cerca di estrarre dai denti residui di cibo, ma contenti loro. Però le opinioni sono opinabili per definizione, ma su certe altre cose che si sentono dai media ci sarebbe solo da chiedere che si mettano d’accordo, perché se tutti stanno a lamentarsi, se si fanno vedere code impressionanti alle mense per i poveri, anche se tutte le code diventano lunghissime se ci sono due metri tra una persona e la successiva, allora mi pare che quello dei ristoratori è un falso problema, perché non si capisce chi ha i soldi per permettersi di mangiare “fuori”. E allora i ristoratori e affini potrebbero fare una cosa bella e utile, riconvertirsi in mense per poveri e vedrete che pienone, e se non fosse così vorrebbe dire che qualcuno ha detto fesserie. Io da parte mia gradirei che si aprisse una fase nuova in cui si parlasse molto meno, ma penso che sia più facile che si faccia vivo Godot, il quale forse si era defilato proprio perché non voleva sentire più nessuno.