La Zeriba Suonata – la musica come piacere

Basta seguire per 2 o 3 giorni un paio di tivvù di quelle collegate alle radio per accorgersi che girano sempre gli stessi pochi video e tra tante banalità e tristezze in questo periodo spicca una cantante dotata anche di una voce notevole ed espressiva con un retrogusto direi addirittura di Billie Holiday. Sono andato ad approfondire e ho scoperto che Celeste, all’anagrafe Celeste Epiphany Waite, è nata in California da madre britannica e padre giamaicano, si è trasferita da piccola in Gran Bretagna e si è avvicinata alla musica ascoltando Aretha Franklin e Ella Fitzgerald, è molto apprezzata dalla critica, ha ottenuto premi e riconoscimenti vari, ha cantato alla BBC e a Glastonbury, ha duettato con quel simpaticone di Paul Weller, eppure nonostante tutto ciò non ha ancora inciso un album vero e proprio, anche se dovrebbe esserne pronto uno intitolato col suo nome. Ma ugualmente mi chiedo se il concetto di album non sia una cosa vecchia, cui siamo legati noi che abbiamo conosciuto i vinili nella loro prima vita, ché quella attuale sa di accanimento terapeutico, e forse ai giovani come Celeste di anni 26 appena compiuti non interessa tanto. Il video di cui scrivevo si intitola Stop This Flame ed è stato girato a New Orleans, è un trascinante rhythm’n’blues e vi consiglio di vederlo fino in fondo perché nella parte tagliata dalle tivvù c’è la cantante in mezzo alla banda con tipica strumentazione locale e tutto, la musica i suonatori le ballerine e il pubblico che si fa coinvolgere, rivela la musica come piacere e non doglianza come in Italia, e viene da chiedersi perché alle feste patronali da queste parti non invitino una banda così anziché quei tromboni che suonano residui ottocenteschi degni del Maestro Scannagatti. Del brano c’è anche una versione dal vivo, potremmo definirla da pub-soul, con le donne tra il  pubblico che ballano da sedute e Celeste che sfoggia anche le altre sue doti. Ma nel suo repertorio c’è anche del soul più d’atmosfera come nel brano Strange, così d’atmosfera da sfiorare quasi il trip-hop alla Portishead. Per cui direi che allo stato l’interprete c’è, l’augurio è che in futuro abbia un repertorio anche migliore.

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