La Zeriba 10 – il Rock e i suoi derivati(vi)

Da cosa deriva tutto questo rock derivativo? Perché tanti giovani si ispirano a musicisti attivi prima che loro nascessero? Li hanno ascoltati con i vinili dei genitori o dei nonni? Questo può dare luogo a nocivi effetti collaterali come le solite tiritere nostalgiche sulla buona musica di una volta e il suono impareggiabile degli ingombranti vinili che tra salti e scrìcchete e scràcchete suonavano molto meglio dei cd o degli mp3 sempre a patto di potersi permettere un costoso impianto. Insomma erano i bei tempi di quando si mangiava roba genuina, tipo confettini colorati con chissà che cosa e formaggini con i punti per il regalo il tutto innaffiato con olio di palma doc, i tempi del ciclismo eroico quando si andava a sensazioni e anche a sostanze che sono andate perdute nel tempo come lacrime dopo le rare positività all’antidoping dell’epoca. Vabbe’, stiamo divagando. Tornando al rock derivativo, forse la risposta è nella copertina di Bottle It In, l’ultimo di Kurt Vile, un’immagine criticata da tutti gli amanti del rock fatto di disgrazie sofferenze morte droghe alcool sigarette voci roche broncopolmoniti con complicanze capelli spettinati polvere di autostrade e tutto l’altro ciarpame di cui la musica non riesce a liberarsi perché tutto ciò è così rassicurante come tutti i luoghi comuni. Dicevo quella copertina: ma come, Kurt Vile è un giovanotto ormai cresciuto, è un adulto, e si fa fotografare con la sua chitarra in mano con l’espressione di un bambino che ha ricevuto un regalo? Eh, perché forse è lì la spiegazione di tutto: il semplice piacere di suonare, senza dover teorizzare niente né spararsi le pose da bohemien fuori tempo massimo peggio di Mareczko alle prime salite del Giro. E cosa succede quando si uniscono due musicisti derivativi già normalmente propensi alle collaborazioni, un Kurt Vile appunto un po’ Velvet Underground un po’ Neil Young un po’ country e un po’ blues e la forse più aggiornata Courtney Barnett un po’, anzi un po’ molto, anni 90? Niente di nuovo ma tutto molto gradevole a sentirsi, la musica su tutto, anche senza vinile.