La Zeriba Suonata – Grafica e altri disastri

Negli anni novanta e ancora negli anni zero in Italia sono stati pubblicati molti brutti libri. Stampa Alternativa lanciò i millelire per dimostrare che i libri potevano costare poco, ma in realtà quella era una furbata e quei libricini non potevano costare di più: erano formato cartolina, e si trattava di operine minori e brevi di autori famosi o di autori esordienti spesso meritevoli dell’anonimato fino agli sciocchezzai che allora andavano di moda sulla scia di Io speriamo che me la cavo. Però altre case editrici vollero sfruttare il momento e si misero a pubblicare classici e classicini fuori diritti su carta di pessima qualità, brutti oggetti, ma almeno letture spesso importanti a portata di tutti in un paese che ha scarsi rapporti con le biblioteche. Ma c’erano molti libri in quegli anni che, a prescindere dal prezzo, avevano un brutto aspetto grafico, ancora oggi da quello puoi riconoscere in che periodo sono stati stampati, e per dire c’erano  volumi di narrativa che somigliavano alle dispense per i concorsi. Forse anche il computer, le cui potenzialità erano ancora da conoscere ed espandere, usato con pressapochismo ha avuto il suo ruolo. Lo stesso accadeva con i video, e ancora nel 2010… ma adesso ci arriviamo. La mia forse eccessiva curiosità mi spingeva a comprare in edicola una rivista chiamata :Ritual: che in realtà era una fanzine di lusso e trattava di musica tardo-dark e di simpatici gruppi neogotici neofolk neopagani o semplicemente neonazisti, e infatti gli articoli più interessanti erano quelli sui fantasmi e sui cimiteri. C’erano musicisti supponenti che quando incidevano un disco sembrava che avessero scritto un trattato di filosofia. E in copertina facilmente finiva Elena Alice Fossi, sia come cantante dei Kirlian Camera che per il suo progetto SPECTRA*paris, fondamentalmente per i metri quadrati di epidermide scoperti, ma del resto nei concerti di queste musiche che facilmente sfociavano nel rockazzo metallazzo il pubblico non è che andava lì per vedere manoscritti autografi di Wittgenstein, e allora nel settore c’era da rivaleggiare con Cristina Scabbia. Nel 2010 SPECTRA*paris pubblicarono License To Kill, cd + dvd, e sia la confezione che i video avevano una grafica orribile con caratteri illeggibili e brutti disegni e animazione a iniziare dalla presentatrice virtuale, una cosa paradossale per un gruppo che puntava quasi tutto sull’immagine. Della musica non saprei cosa dire, non malvagia dal vivo ma tediosa su disco, forse l’elemento migliore della compagnia era la bassista e chitarrista Marianna Alfieri che a momenti ricordava, soprattutto quando indossava l’abito di pelle, la sua ben più illustre collega Suzi Quatro, e il clou del breve dvd è l’esibizione a Odeon Tv presumibilmente all’interno di una trasmissione sportiva. Questo filmato, da cui vi propongo Mad World, cover dei Tears For Fears, ha un grande valore come documento dell’epoca, non nel senso sociologico, ma perché le immagini sono proposte pari pari alla messa in onda con le notizie che scorrono in sovrimpressione e se vi interessa sapere contro chi giocavano la Fiorentina l’Atalanta o la Sampdoria la vostra curiosità può essere soddisfatta.

Elena Alice Fossi e Marianna Alfieri.

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