statue di gente che scriveva

In provincia non è come nelle grandi metropoli, ci si contenta, per esempio qui proprio in centro c’è una statua a figura intera di un mezzo olandese che era un grafomane, 3 volumi solo di lettere, però non gliel’hanno fatta per quello, ma perché facendo di mestiere l’architetto costruì un palazzo con giardino a pochi passi, e quindi di gente che come primo lavoro scriveva c’è solo un busto per Gianvolfango Goethe, uno scrittore minore, non come quel giornalista poeta eroe navigatore e se non erro pure santo che tiene una statua a Milano. E pensavo che quel rammollito del giovane Werther non si sarebbe ucciso se, invece di quell’altro rammollito di Goethe, avesse conosciuto il virile giornalista che gli avrebbe riso in faccia, semmai gli avrebbe mollato pure qualche benefico ceffone e gli avrebbe ringhiato: “Questa Lotte pare che ce l’ha solo lei.” Perché il mondo è pieno di donne e lui da uomo di mondo aperto verso le altre civiltà non faceva differenze: bionde brune bianche nere maggiorenni minorenni, basta che respiravano, e se non respiravano pazienza, ce n’erano delle altre. Però almeno con il busto di Goethe stiamo tranquilli, nessuno lo calcola, forse neanche  lo conoscono, invece quello importante che sta a Milano lo imbrattano, perché lo accusano, ma ingiustamente perché, come ricordano i suoi difensori, lui diceva: “Se c’è una caccia alle streghe, vado prima di tutto a sentire le ragioni delle streghe”. E prima sentiva le ragioni delle streghe poi, hai visto mai, da cosa nasce cosa.