Slovenia anno zero

Prima c’era stata una corsa a tappe nazionale in Vietnam neanche breve, poi si è iniziato a correre nella Slovenia, poco colpita dal COVID, con qualche criterium e infine ieri con il campionato nazionale che è stata quindi la prima corsa sotto la benedizione dell’UCI che ha concesso una deroga allo stop. Immagino che gli appassionati colpiti non dal COVID ma da crisi di astinenza abbiano cercato qualche collegamento, qualche sito, per seguire una corsa che non era neanche una qualunque, perché la Slovenia è forse il paese più emergente ma davvero emergente mentre altri, come l’Eritrea, pagano forse per le poche risorse e la marginalità nel mondo del ciclismo. E poi il percorso era impegnativo e ci si attendeva una sfida tra Roglic Pogacar e Mohoric, e per quanto bravo il primo correva da solo, mentre gli altri due potevano contare sul gioco di squadra dell’UAE e della Bahrain, e infatti ha vinto Roglic che però ha trovato l’estemporanea collaborazione di Mezgec sul quale forse erano puntati, o sarebbero stati puntati se ci fosse stata una tivvù, gli occhi dei suiveurs solidali con Garzelli: che maglia avrebbe indossato, quella gialla della Mitchelton o quella rosa della misteriosa Fundacion che aveva tutte le carte in regola? Beh, come già nei criterium precedenti Luka Mezgec correva con la vecchia maglia gialla dello sponsor australiano, e se Garzelli dovesse essere accolto in RAI come figliol prodigo ancorché soporifero siamo curiosi si sentire come commenterà gli scatti di Chaves e dei gemelli Yates, sonno permettendo.

Poi all’arrivo provateci voi a far rispettare il distanziamento sociale.